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(VIDEO) Il Corpo forestale trentino a caccia di JJ4

gio 13 apr 2023 09:04 • Dalla redazione

Il punto con il direttore del distretto forestale Fabio Angeli e il maresciallo maggiore forestale Paolo Zanghellini

CALDES. Prosegue incessantemente l’attività del Corpo forestale trentino impegnato a garantire un livello di sicurezza che la tragedia del giovane runner Andrea Papi, ucciso dall’orsa JJ4, ha riproposto con grande forza.

“JJ4 è una femmina di 16 anni – commenta il maresciallo maggiore forestale Paolo Zanghellini –: è una femmina adulta che ha manifestato delle criticità con un attacco a delle persone. Da allora è stata radiocollarata e seguita in maniera molto attenta. Al 2020 risale il primo attacco. In questo momento, dal mese di agosto dell’anno scorso non funziona più perché sono strumenti che hanno una vita e una batteria. I radiocollari sono strumenti efficienti per monitorare gli animali, non sono strumenti di gestione: hanno dei limiti intrinseci nella loro funzionalità; non è questo lo strumento che ci aiuta a gestire l’animale”.

Graziadei maggio

“L’attenzione su JJ4 è iniziata nel 2020 – spiega direttore del Distretto forestale di Malé Fabio Angeli – per un attacco fatto sulla montagna di Cles. Una volta avuta la genetica dell’aggressore, abbiamo cominciato le operazioni da zero perché di JJ4 avevamo solo alcune notizie delle aree che aveva frequentato prima solo in base alla genetica ed è stata collarata una prima volta in presenza di cuccioli. A seguito di questo era partita la prima ordinanza del Presidente Fugatti per la cattura e la rimozione che poi era stata contestata da Ministero e dalle associazioni animaliste e, infine, al Consiglio di stato negata. Da quel momento abbiamo cercato di presidiare il più possibile perché avevamo una grande paura che potesse accadere ancora qualcosa. Il problema enorme in quest’area per i radiocollari è la copertura GSM: perché il collare ha una localizzazione satellitare che funziona, archivia in qualsiasi momento fino alla durata della batteria. Però la trasmissione in tempo non reale con un ritardo di 5-6 minuti ti arriva se c’è la copertura telefonica che ti permette di mandarti l’sms. Tutta la montagna di Cles è totalmente senza copertura GSM”. 



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