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Il dazio torna a splendere

ven 09 ott 2020 • By: Alberto Mosca

Importanti novità dai lavori di restauro dello storico edificio di Fucine di Ossana

La facciata dipinta del dazio di Fucine

Il restauro, ormai quasi completato, della storica facciata del dazio di Fucine di Ossana ha portato a interessanti novità, tali da aggiungere importanti elementi alla conoscenza storico-artistica dell’edificio. L’intervento ha portato infatti allo scoprimento dello stemma della nobile famiglia Busetti, e in particolare di quello del daziere Carlo, posto sopra la porta di ingresso e naturale completamento della complessa raffigurazione di due armigeri armati: quello dipinto a destra della porta d’ingresso è sovrastato da una meridiana, dallo stemma del principe vescovo Sigismondo Alfonso Thun, con la dedica datata 1671 e dal dipinto votivo con san Carlo Borromeo tra i santi Antonio da Padova e Francesco d’Assisi in atto di pregare la Vergine della quale, e questa è un’altra novità del restauro, appare ora un piede. Carlo Busetti era nel 1639 daziere di Vermiglio. Inoltre, sottostante allo stemma è emerso un secondo strato pittorico, probabilmente risalente alla seconda metà del Cinquecento e raffigurante la Madonna in trono col Bambino. Si tratta di un’evidenza che attesta come l’edificio esistesse ben prima dell’istituzione del dazio nel 1671; non solo, la presenza di un affresco che richiama in qualche caratteristica la mano di Cipriano Valorsa o della sua cerchia, ne attesta l’importanza, accresciuta dalla presenza ancora visibile di quella che poteva essere una torre, una casa murata di epoca precedente. Il lavoro condotto valorizza ulteriormente il patrimonio storico artistico della Val di Sole: una soddisfazione espressa anche dalla proprietaria dell’edificio, Sabrina Zanella: “È stato grazie al contributo promosso dal Comune di Ossana e da noi ottenuto nel 2019 che abbiamo potuto sostenere le spese di restauro della facciata: per noi naturalmente una grande soddisfazione, ma anche una valorizzazione per tutta la comunità di Ossana e per la Val di Sole”.

L'armigero con la lancia

I lavori di restauro sono stati condotti dalla ditta Art.è di Giuseppe Delpero, in collaborazione con Sonia Bertolini, con la supervisione della Soprintendenza per i beni culturali della PaT. Quello di Fucine fu l’ultimo arrivato di una serie di dazi presenti in Val di Sole, strategica via commerciale che fin dal medioevo univa attraverso il Tonale la Lombardia con le piazze commerciali di Bolzano e di Trento. Il dazio di Vermiglio è attestato nel 1331 e quello di Dimaro, sulla via della Rendena, nel 1387. Anche questi, seppure meno riccamente rispetto a quello di Fucine, sono dipinti, unici esempi in tutto il Trentino occidentale.


Lo stemma di Carlo Busetti e lo strato d'affresco sottostante

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