OSSANA. Mercoledì 11 marzo si è tenuto il secondo pranzo didattico annuale organizzato da ENAIP Ossana e introdotto dalla direttrice Claudia Gosetti, un incontro che ha rappresentato un significativo momento di incontro tra generazioni diverse del territorio dell’alta Val di Sole. Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovati ospiti provenienti da realtà differenti: anziani della casa di riposo di Pellizzano, rappresentanti della scuola dell’infanzia, studenti e futuri studenti, educatori, membri del mondo accademico e collaboratori della scuola. Un intreccio di esperienze, età e percorsi di vita che ha dato forma a un vero tavolo intergenerazionale. L’iniziativa ha offerto agli studenti del quarto anno l’opportunità di mettere in pratica le competenze acquisite nei percorsi di sala e cucina, dimostrando le proprie abilità nel servizio e nella preparazione dei piatti; allo stesso tempo ha aperto la scuola al territorio, favorendo il dialogo con la comunità e rafforzando il legame con il vivace microcosmo sociale della valle.
Nel suo intervento, la direttrice ha sottolineato come la scuola non sia soltanto un luogo in cui si trasmettono conoscenze, ma possa diventare uno spazio di crescita umana, di educazione al dialogo e di costruzione di relazioni positive.
Un luogo accogliente, capace di mettere in contatto persone e storie diverse, dove la comunità si riconosce e si incontra.
Durante il pranzo le studentesse più giovani, opportunamente sollecitate, si sono espresse su quale sia l’ingrediente principale per trovare la propria strada nella vita. Le risposte hanno evidenziato valori come la passione, il coraggio di ascoltarsi, la curiosità, il rispetto, la capacità di aiutare gli altri, il desiderio di conoscersi, di uscire dalla propria zona di comfort e di affrontare anche il rischio del fallimento. Elementi che indicano quanto la ricerca della propria strada sia un percorso personale fatto di consapevolezza, motivazione e autenticità.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto agli studenti impegnati nel servizio e in cucina, guidati dai loro docenti e professionisti del settore. Il maître Lazzarotto ha accompagnato i ragazzi nel lavoro di sala con la sua lunga esperienza nel mondo del servizio e dei vini, mentre in cucina la chef Paola Mosca, coordinatrice del percorso, insieme allo chef Pittigher ha guidato gli studenti nella preparazione dei piatti, con particolare attenzione alla qualità delle materie prime, alla riduzione degli sprechi e alla valorizzazione delle erbe di montagna e dei fermentati.
Il filo conduttore dell’intera esperienza è stato individuato nella parola “cura”: la cura nella preparazione dei piatti, nel servizio e soprattutto nelle relazioni. Una cura intesa come attenzione verso l’altro, capacità di accogliere le differenze e di costruire uno scambio autentico. Proprio da questo incontro tra generazioni diverse è emersa una forte energia generativa, capace di rafforzare il senso di comunità e di dare valore al dialogo tra esperienze e sguardi differenti.



