MEZZOCORONA. Un anno di sfide, di mobilitazioni e di risultati cruciali per il futuro dell'agricoltura e del nostro territorio, ma anche lo sguardo rivolto al presente e al futuro.
È questo il bilancio tracciato durante l'assemblea di Coldiretti Trento, tenutasi questa mattina presso la Cantina Storica di Mezzocorona. I lavori, che hanno visto una massiccia partecipazione della base associativa, si sono svolti alla presenza del presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi e del direttore Enzo Bottos, con la partecipazione di molti ospiti illustri, come il noto analista geopolitico e direttore della rivista mensile Domino, Dario Fabbri.
“Le battaglie sulla modifica del Codice Doganale e sull’etichettatura obbligatoria d’origine, il contrasto agli effetti dei conflitti che si ripercuotono pesantemente nella politica e incidono direttamente sulla tenuta economica delle imprese e sulla sicurezza del Paese, la difesa degli agricoltori e degli allevatori dalla concorrenza sleale, l’abbattimento di una burocrazia oramai insostenibile, rimangono alcune delle battaglie imprescindibili che porteremo avanti nei prossimi mesi” ha dichiarato il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi concludendo tra gli applausi dei presenti la Relazione di Bilancio.
“Sarà inoltre importante sostenere e difendere il settore zootecnico, che vive un momento di difficoltà, anche con campagne di sensibilizzazione verso i consumatori.
Ampliare i mercati è un’azione fondamentale, ma anche continuare la nostra opera di formazione e informazione verso i cittadini, partendo dalle scuole a dai nostri mercati contadini”.
Grande attenzione durante l’assemblea è stata posta sul tema fondamentale della manodopera. L'impulso di Coldiretti sul nuovo "Decreto Flussi" ha rappresentato un passo avanti cruciale per le aziende, che necessitano oltre 20mila lavoratori stagionali in Trentino, in particolar modo per la raccolta frutticola. Sburocratizzare e facilitare l'incontro tra domanda e offerta è l'unico modo per garantire la raccolta, sconfiggere l'illegalità e dare certezze alle imprese in un mercato sempre più complesso.
Infine, sempre per quanto riguarda l’impegno a livello locale, il presidente Barbacovi ha ribadito che “faremo sentire la nostra voce anche in merito alle grandi opere, come il Tunnel del Brennero, rispetto alle quali non siamo contrari ma chiediamo grande attenzione al consumo di suolo e alla tutela delle nostre aziende”.
Il 2025 è stato un anno in cui il settore primario è tornato prepotentemente al centro del dibattito nazionale ed europeo.
“Non si è trattato di rivendicare privilegi - ha ricordato Barbacovi - ma di portare avanti battaglie a difesa della salute dei cittadini, della qualità del cibo e della tenuta economica delle imprese. Dodici mesi intensi in cui Coldiretti ha scelto di esporsi con visione e responsabilità, dimostrando come l'agroalimentare sia un pilastro imprescindibile sia a livello locale, sia per la stabilità geopolitica ed economica del Paese”.
Al centro della Relazione di Bilancio ha trovato ampio spazio la grande mobilitazione del Brennero dello scorso aprile. Oltre mille agricoltori - ha ricordato Barbacovi - del Trentino Alto Adige hanno guidato una enorme rappresentanza con diecimila soci giunti da tutta Italia per dire basta all'inganno del codice doganale e alla norma sull'ultima trasformazione sostanziale. Una distorsione inaccettabile che penalizza il lavoro nazionale e inganna i consumatori, costando al settore almeno 20 miliardi di euro.
“L'impegno dell’Organizzazione -ha affermato Barbacovi - ha portato a casa un risultato epocale: l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla Legge Caselli, essenziale per stroncare le agromafie. In un contesto globale instabile, segnato dalla guerra in Iran che ha fatto schizzare alle stelle i costi di energia e concimi, difendere l'origine dei prodotti significa garantire la sovranità alimentare e la sicurezza del Paese”.
L'azione sindacale di Coldiretti non si è fermata ai confini nazionali, ma ha investito con forza i palazzi di Bruxelles e Strasburgo. Grazie a una pressione costante, è stato sventato il folle tentativo della Commissione Von der Leyen di tagliare del 20% i fondi della PAC 2028-2034.
“La PAC non si tocca” ha affermato il direttore Enzo Bottos ricordando che “e a fine anno siamo riusciti a far rimettere a bilancio 10 miliardi per gli agricoltori italiani, un miliardo in più rispetto alla programmazione precedente. Parallelamente, le nostre bandiere gialle hanno ottenuto lo stop all'accordo Mercosur, rimandato alla Corte di Giustizia.
A gran voce abbiamo ribadito il principio di reciprocità: chiunque voglia esportare in Europa deve rispettare le nostre stesse e rigorose regole sanitarie, ambientali e del lavoro. Non c'è spazio per le importazioni sleali”.
La stessa coerenza - ricorda Coldiretti Trento - ha spinto una delegazione regionale a Parma nella primavera del 2025, davanti alla sede dell'Efsa, insieme a 20mila agricoltori provenienti da tutta Italia. Abbiamo preteso che l'Europa metta al primo posto la salute e la scienza, negando qualsiasi via libera a carne o latte creati in laboratorio senza rigorosi studi clinici e preclinici. Non è una crociata contro l'Europa, ma la richiesta di un'istituzione più vicina ai cittadini e lontana dagli interessi delle multinazionali del falso cibo.
A livello locale - sottolinea Coldiretti Trento - abbiamo celebrato il via libera del Parlamento italiano al declassamento del lupo da specie "rigorosamente protetta" a "protetta". È un traguardo inseguito per anni da Coldiretti Trento per consentire una gestione attiva dei grandi carnivori.
Nella Tavola Rotonda prevista a fine mattinata, Dario Fabbri ha tracciato un quadro della politica mondiale, degli scenari futuri e delle dinamiche internazionali, dialogando nella parte finale con il presidente di Coldiretti Trento Gianluca Barbacovi, l’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli, il presidente di Melinda Ernesto Seppi e il presidente di Cantine Mezzocorona Luca Rigotti.
L'assemblea ha dimostrato ancora una volta che Coldiretti Trento è una forza viva, coesa e radicata. Il ringraziamento finale dei vertici è andato a tutti i soci e allo staff tecnico: è solo grazie al coraggio e alla partecipazione capillare della base che le grandi battaglie sindacali si trasformano in conquiste reali per il futuro dell’agricoltura e dell'intero Paese.

