TRENTO. TrentinoInJazz torna a raccontare il territorio attraverso una rete di rassegne che, anno dopo anno, si conferma una delle esperienze musicali più longeve e articolate del panorama italiano ed europeo. Organizzato dall’APS di secondo livello Trentino Jazz, il festival si muove come un grande organismo diffuso, capace di attraversare quasi tutto l’anno e di abbracciare l’intera provincia. Un modello che mette in relazione realtà diverse, valorizzando la vocazione culturale dei luoghi e la capacità del jazz di dialogare con identità, comunità e paesaggi.
Un apprezzamento convinto arriva dall’assessora provinciale alla cultura Francesca Gerosa, che sottolinea come la forza del progetto risieda nella sinergia tra rassegne, associazioni, amministrazioni e realtà locali. «Ancora una volta TrentinoInJazz dimostra come la cultura sappia fare rete e generare valore diffuso sul territorio», afferma, ricordando come il festival porti musica di qualità in contesti straordinari, dai centri storici alle valli, dai castelli ai luoghi iconici delle montagne trentine. Una proposta accessibile, capace di coinvolgere pubblici sempre più ampi e di posizionare il Trentino come terra di cultura e incontro.
Il programma estivo, presentato al Teatro Sociale di Trento da Chiara Biondani, presidente di Trentino Jazz, e da Massimo Faes, direttore artistico delle Valli del Noce, conferma l’ambizione di un progetto che cresce senza perdere il radicamento territoriale.
L’obiettivo resta quello di proporre concerti legati al linguaggio del jazz, mantenendo un equilibrio tra centralizzazione e decentramento e aprendo il cartellone a molteplici declinazioni del genere. Il festival, che si concluderà a dicembre, coinvolge centinaia di musicisti, addetti ai lavori e promoter, mettendo in relazione attività artistiche, Comuni, accoglienza e turismo. A rendere il tutto ancora più inclusivo è l’ingresso gratuito previsto per la maggior parte delle serate.
Quest’estate TrentinoInJazz 2026 si snoda tra luglio, agosto e settembre attraverso rassegne diverse, ciascuna con una propria identità artistica e territoriale: dalle Valli del Noce al TrentinoInJazz Club, dal Panorama Music della Val di Fassa al Lagarina Jazz, fino al Valsugana Jazz Tour. Un mosaico di appuntamenti possibile grazie al sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento e della Fondazione Caritro.
Il calendario delle Valli del Noce apre il 15 luglio a Segno con il trio di Alessandro Lanzoni, Vinicius Gomes ed Edu Ribeiro, che esplora il dialogo fecondo tra jazz e musica brasiliana. Il giorno successivo, a Castel Valer, Anaìs Drago, Luca Falomi e Fausto Beccalossi portano in scena “¡Gracia!”, progetto ispirato all’immaginario poetico di Federico García Lorca. Il 17 luglio Cles ospita la sesta edizione di “In the Spirit of Jazz”, laboratorio orchestrale diretto da Carlo Cattano che riunisce giovani musicisti trentini e siciliani in un percorso di studio e improvvisazione.
Il viaggio prosegue il 18 luglio ad Amblar con “Rituals”, nuovo progetto di Carlo Cattano che intreccia jazz contemporaneo e tradizioni popolari del Mediterraneo. Il 19 luglio Fai della Paganella accoglie una serata dedicata a Burt Bacharach, con la presentazione del libro di Stefano Orlando Puracchio e l’accompagnamento musicale del duo Cima–Ridolfi. Il 20 luglio torna a Cles il Rebus Quartet di Eugenia Canale con “Turandot”, rilettura strumentale dell’opera pucciniana che ne mette in luce la sorprendente modernità.
Il 21 luglio, a Castel Caldes, Luca Zennaro e Michelangelo Scandroglio propongono un dialogo essenziale tra chitarra e contrabbasso, mentre il 22 luglio Castel Belasi ospita “Rarichi”, progetto della cantante siciliana Rachele Amore che intreccia memoria, tradizione orale mediterranea e linguaggi contemporanei. Il 23 luglio, a Casa De Pretis, il Fil Rouge Project presenta “L’Île Noire”, un percorso che unisce jazz e canzone d’autore e che, per l’occasione, si arricchisce della voce del griot senegalese Badara Seck. Il 24 luglio, infine, Mezzolombardo accoglie MYND, quartetto che fonde strumenti acustici ed elettronica per costruire architetture sonore che si sviluppano come immagini in movimento.
TrentinoInJazz conferma così la sua natura di festival diffuso, capace di trasformare il territorio in una mappa di suoni, incontri e narrazioni.

