Cultura Val di Sole

Dalle stufe di Sfruz alla porcellana europea: a Palazzo Assessorile un viaggio nella ceramica

Sabato 11 luglio 2026 si inaugura la mostra dedicata all’evoluzione della ceramica tra artigianato, industria e collezionismo

Dalle stufe di Sfruz alla porcellana europea: a Palazzo Assessorile un viaggio nella ceramica

CLES. È in programma sabato 11 luglio alle 18 l’inaugurazione della mostra “L’utile e l’effimero nella ceramica – Dalle stufe a olle di Sfruz alla produzione e al raffinato collezionismo della porcellana”, allestita a Palazzo Assessorile e visitabile fino al 1° novembre 2026. La mostra, curata da Alessandro Biancalana, esplora la tradizione della ceramica del Triveneto e del Tirolo, dalle stufe a olle di Sfruz alle manifatture venete di porcellana e al collezionismo contemporaneo.  Dopo la scoperta della porcellana europea a Meissen nel 1709, questo materiale divenne simbolo di prestigio, raffinatezza e meraviglia, diffondendosi nelle corti europee e nelle collezioni nobiliari e borghesi. Grazie alla presenza di materie prime adatte alla lavorazione ceramica e ai continui scambi culturali attraverso il Brennero e la Resia, il territorio ha sviluppato una lunga tradizione artigianale che in taluni casi continua ancora oggi, anche in ambiti industriali e tecnologici.

La mostra, che occuperà le sale del piano terra, del primo e del secondo piano a Palazzo Assessorile, indaga quindi il rapporto tra funzione e bellezza, artigianato, arte, industria e collezionismo. Saranno esposti circa 100 manufatti, suddivisi per tipologia e presentati secondo un criterio cronologico interno a ciascuna sezione. L’esposizione sarà accompagnata da pannelli esplicativi di approfondimento.

L’esposizione sarà affiancata dalla mostra allestita in municipio a Sfruz dal 21 al 31 agosto 2026, dal titolo “Il fuoco nelle vignette. Viaggio illustrato nelle stufe di Sfruz”.

La mostra è stata presentata in conferenza stampa, a Palazzo Assessorile, dall’assessore alla cultura del Comune di Cles Vito Apuzzo e dal curatore Alessandro Biancalana, affiancati dalla vicesindaca di Sfruz Maura Biasi, dalla presidente dell’Accademia Anaune Maria Grazia Dallago e dal presidente della Comunità della Val di Non Martin Slaifer Ziller.

«Parliamo di un progetto nato 8 anni fa, che risale alla mia precedente esperienza amministrativa, e che oggi siamo orgogliosi di aver concretizzato – ha spiegato l’assessore Vito Apuzzo –. Mi preme sottolineare le collaborazioni con il Comune di Sfruz e con l’Accademia Anaune, fondamentali per far conoscere il territorio e per “decentrare” un’esposizione di grande valore come questa, che mette in relazione non solo cultura e turismo, ma anche commercio. Tante vetrine dei negozi sfitti di Cles, infatti, sono state allestite con le porcellane dell’Accademia grazie al lavoro di Maria Grazia Dallago. Un’ultima battuta, infine, su Palazzo Assessorile, che non è un museo e questo, dal mio punto di vista, rappresenta un valore aggiunto: si tratta del luogo adatto, infatti, per ospitare una mostra sulla porcellana».

Da parte sua la vicesindaca di Sfruz Maura Biasi ha ringraziato il Comune di Cles per l’opportunità, evidenziando come, per un «piccolo paese come Sfruz, sia importante essere parte di un progetto di questa portata. Grazie a collaborazioni così, tutti i territori hanno la possibilità di essere valorizzati. L’auspicio è che questo sia un “progetto pilota”, che possa dare slancio a ulteriori proposte di questo genere».

Il valore delle progettualità sovracomunali è stato evidenziato anche dal presidente della Comunità di Valle Martin Slaifer Ziller, il quale ha passato poi la parola a Maria Grazia Dallago. «Per noi che dipingiamo porcellana da 26 anni è motivo di grande soddisfazione prendere parte a questa iniziativa e abbracciare questa mostra – ha dichiarato la presidente dell’Accademia Anaune –. Abbiamo accolto con favore l’invito dell’assessore Apuzzo ad abbellire le vetrine dei negozi dismessi con le porcellane delle nostre allieve, dei piccoli capolavori che richiedono grande conoscenza di chimica, di fisica, ma soprattutto di stile. Siamo felici che finalmente la porcellana venga ad avere un suo riconoscimento».

È stato quindi il curatore Alessandro Biancalana a illustrare nel dettaglio l’esposizione, non prima però di aver rivolto un ringraziamento speciale a tutte le persone che hanno lavorato, nel concreto, all’allestimento. «Questa non è una mostra fine a se stessa, ma che ha vari elementi intorno di coinvolgimento del territorio – ha detto Biancalana –. Il percorso ideato, dunque, mantiene un legame con ciò che lo circonda. Va poi ricordato che il collezionismo della porcellana, che fa parte della famiglia delle ceramiche ed è denominata “Das weisse Gold” (l’oro bianco), era tra i più raffinati. Non si tratta di una mostra di porcellane, ma di un’esposizione che tocca vari aspetti e finisce con oggetti moderni con gli stemmi delle famiglie nobili del territorio».