Cultura Val di Sole

Una serata per raccontare le trasformazioni di Cogolo

L’appuntamento è stato promosso dal Parco Nazionale dello Stelvio in collaborazione con il Centro Studi per la Val di Sole e rientra nel calendario delle iniziative della CETS, la Carta Europea del Turismo Sostenibile

Una serata per raccontare le trasformazioni di Cogolo

COGOLO. Un pubblico folto e attento ha ripercorso ieri sera, nella sala del Parco Stelvio di Cogolo, un viaggio nelle trasformazioni di Cogolo. A condurli lo storico dell’arte Salvatore Ferrari, il quale ha riletto, a partire dalle mappe catastali ottocentesche, il volto di Cogolo e ricostruito, attraverso strade, edifici e testimonianze architettoniche, le trasformazioni che nei secoli hanno interessato il paese, oggi centro amministrativo della Valle di Peio. L’appuntamento è stato promosso dal Parco Nazionale dello Stelvio in collaborazione con il Centro Studi per la Val di Sole e rientra nel calendario delle iniziative della CETS, la Carta Europea del Turismo Sostenibile, con la presentazione, avvenuta a Rabbi del volume di Alberto Mosca “Acque forti di Rabbi”.

Dopo i saluti del sostituto direttore dell’Ufficio di gestione del Parco nazionale dello Stelvio Matteo Montebugnoli e dell’assessora alla cultura Giulia Moreschini, a prendere vita è stato l’assetto di Cogolo nel XIX secolo e confrontarlo con quello attuale, riconoscendo nelle vie e negli edifici ancora presenti le tracce delle diverse fasi della storia del paese, documentato nelle fonti già dal 1211.

L’attenzione si è concentrata in particolare su alcuni dei luoghi che meglio raccontano il patrimonio storico e architettonico di Cogolo.

Tra questi la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, la cappella di Sant’Antonio da Padova e Palazzo Migazzi, senza dimenticare le antiche costruzioni rurali e gli opifici, che restituiscono uno spaccato della vita quotidiana e dell’organizzazione della comunità nei secoli passati. Non senza qualche passaggio critico, come la copertura degli affreschi quattrocenteschi di casa Thaler e l’abbattimento di casa Framba, esempio notevole di casa decorata tra fine Settecento, inizio Ottocento.

A chiudere, il saluto del presidente del Centro Studi per la Val di Sole Michele Bezzi.