ROVERETO. La felicità non si insegna come una formula, ma si costruisce nelle relazioni, nei contesti educativi e nelle comunità. È questa la prospettiva della 15esima edizione di EDUCA, il Festival dell’educazione, che dal 25 al 27 settembre torna a Rovereto con tre giorni di incontri, dialoghi, laboratori, spettacoli e concerti dedicati al tema “Forme di felicità”. Un programma che mette a confronto prospettive diverse e competenze differenti per interrogarsi sulle trasformazioni che attraversano oggi il mondo dell’educazione: dalle nuove fragilità dell’adolescenza al benessere emotivo, dalla scuola alle relazioni familiari, dall’orientamento all’inclusione, dalle tecnologie digitali alla prevenzione delle dipendenze, fino alla promozione della lettura, dello sport e della creatività. Un intreccio di sguardi che coinvolge insegnanti, educatori, genitori, operatori sociali, bambini, ragazzi e famiglie, con l’obiettivo di condividere strumenti, esperienze e nuove possibilità per costruire comunità educanti. Alla presentazione del festival sono intervenute questa mattina nella Sala Belli del palazzo sede di Piazza Dante l’assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento Francesca Gerosa, la prorettrice per la didattica dell’Università di Trento e coordinatrice scientifica di Educa, Paola Venuti e la presidente di Consolida Francesca Gennai, insieme alla sindaca di Rovereto Giulia Robol ed alla direttrice di Educa e responsabile Area Educazione e cura di Consolida Silvia De Vogli, che ha presentato gli eventi in programma. In sala anche i rappresentanti dei partner dell'evento.
"La Provincia autonoma di Trento ha creduto nella realizzazione e nello sviluppo di questo festival perché la scuola è il contesto educativo fondamentale nel quale la felicità può essere posta al centro del processo educativo e formativo. Non a caso il benessere di studenti, docenti e personale scolastico è una priorità di questa legislatura, come testimoniano ad esempio la formazione della figura del docente FaBER e le tante iniziative formative e laboratoriali proposte anche attraverso EDUCA", ha sottolineato Gerosa.
"La felicità è una dimensione complessa – ha evidenziato Paola Venuti, Università di Trento - che non può essere separata dalle condizioni in cui le persone crescono, imparano e costruiscono le proprie relazioni. Per questo parlare di felicità significa anche interrogarsi sulla qualità dei contesti educativi e sulla capacità degli adulti e delle comunità di creare spazi in cui ciascuno possa sentirsi riconosciuto, sviluppare le proprie possibilità e costruire il proprio percorso".
Forme di felicità
A portare alcune delle riflessioni centrali della XV edizione saranno Michela Marzano, Marco Balzano, Katriona O’ Sullivan, Martina Miccichè e Carolina Capria.
Sabato 26 settembre a Palazzo Piomarta alle 11.45 Katriona O’Sullivan, accademica irlandese e autrice del bestseller "Poor", racconterà la propria storia di crescita e affermazione, mettendo al centro il ruolo della scuola e dei servizi educativi e sociali. Nata in una famiglia segnata dalla povertà e dalla dipendenza, O’Sullivan sottolinea nel suo libro come il suo percorso non sia stato soltanto il risultato della determinazione individuale, ma anche dell’incontro con insegnanti e operatori sociali capaci di sostenerla e offrirle opportunità. Una riflessione che interroga il rapporto tra educazione, disuguaglianze e possibilità.
Michela Marzano, filosofa, saggista, scrittrice e professore ordinario all’Université Paris Descartes (SHS Sorbonne), alle 16.15, sempre a Palazzo Piomarta, presenterà in anteprima "La sofferenza che non parla", il suo nuovo libro dedicato al disagio adolescenziale. Il dolore di ragazze e ragazzi assume oggi forme spesso silenziose e difficili da interpretare: ritiro, stanchezza, difficoltà nel sonno, nel rapporto con il cibo o nelle attività quotidiane. Marzano invita a interrogarsi sul ruolo degli adulti, chiamati non tanto a risolvere quella sofferenza quanto a rimanere accanto ai giovani, anche quando la relazione diventa difficile.
Domenica 27, alle 11.15 a Palazzo Fedrigotti, Martina Miccichè, giornalista, scienziata politica, fotoreporter e attivista, porterà a EDUCA una riflessione sui confini del concetto stesso di felicità. In "L’umano e oltre" la felicità viene riletta come esperienza necessariamente condivisa, capace di includere le diverse soggettività che abitano il mondo e di mettere in discussione gerarchie e separazioni tra umano e non umano.
Chiude il cerchio sulle nuove generazioni, Marco Balzano, protagonista sabato mattina alle 9 a Palazzo Fedrigotti del dialogo "Fuori è dentro?" La felicità degli adolescenti tra percezioni e realtà.
Insieme al pedagogista Paolo Landi, lo scrittore affronterà la distanza tra le rappresentazioni degli adolescenti costruite dal mondo adulto e le esperienze autentiche di una generazione che spesso fatica a sentirsi ascoltata. Al centro, la necessità di costruire un sistema integrato tra scuola, famiglia, servizi educativi e comunità.
Ad anticipare di un giorno l’apertura di EDUCA sarà Carolina Capria - scrittrice, sceneggiatrice e autrice per giovani, ideatrice del progetto social “L’ha scritto una femmina” - protagonista giovedì 24 settembre alle 20.30 dell’appuntamento PARIDEE per EDUCA, promosso da Fondazione Caritro. Nella Sala Conferenze del Mart l’autrice dialogherà con Cecilia Cappa sul tema "Disobbedire per diventare sé". Al centro dell’incontro il valore educativo della disobbedienza, intesa non come semplice ribellione, ma come capacità di mettere in discussione modelli culturali e aspettative che limitano la possibilità di esprimere pienamente la propria identità. Un percorso di emancipazione e autodeterminazione, individuale e collettivo, che può diventare anche una strada verso una felicità autentica.
Le arti aprono varchi nel presente
La riflessione sulla felicità attraverserà anche i linguaggi dell’arte. L’inaugurazione di venerdì 25 settembre alle 17 nella Sala Conferenze del Mart sarà infatti seguita da “Varchi nei paesaggi nel presente”, un dialogo con Vasco Brondi, Dimartino e Laura Samani, che utilizzeranno musica e cinema come strumenti per interrogare il presente e mettere in discussione l’idea di una felicità misurata attraverso successo, prestazione e visibilità. A seguire, la proiezione di "Un anno di scuola", film tratto dall’omonimo romanzo di Giani Stuparich, con la regia di Laura Samani, e ambientato in una scuola superiore di Trieste nei primi anni Duemila. Il film racconta l’ingresso di una ragazza svedese in una classe interamente maschile e le dinamiche di desiderio, amicizia e fragilità che accompagnano il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. L’opera ha ottenuto due riconoscimenti alla Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025. La serata proseguirà alle 21 al Teatro Zandonai con Dimartino, protagonista del concerto "L’improbabile piena dell’Oreto". Il nuovo progetto solista e autobiografico dell’artista prende ispirazione dall’Oreto, il fiume che attraversa Palermo, trasformandolo nella chiave simbolica di un racconto fatto di esperienze intime, contaminazioni e trasformazioni.
Sul rapporto tra talento, successo e felicità interviene domenica 27 alle 17 a Palazzo Piomarta anche Matteo Porru in un incontro che invita a interrogarsi sulle aspettative che accompagnano il riconoscimento e sulla possibilità di costruire la propria idea di realizzazione. Scrittore, giornalista e autore pluripremiato, tra gli under 25 più promettenti al mondo per D di Repubblica e tra gli under 40 più influenti della cultura italiana per Fortune, Porru ha trasformato esperienze difficili in occasioni di crescita e consapevolezza.
Tra gli appuntamenti dedicati alle arti e alla cultura, sabato sera alle 21 al Teatro Zandonai Carrozzeria Orfeo porterà in scena "Cuore di porco", uno spettacolo che intreccia teatro, drammaturgia, poesia performativa, musica elettronica, arte visiva e animazioni video in un’esperienza immersiva sulle contraddizioni e le fragilità del presente.
Educare, tra nuove sfide e possibilità
Accanto ai grandi ospiti, il programma di EDUCA mette al centro il lavoro quotidiano di chi educa. Laboratori e dialoghi offriranno strumenti concreti per affrontare alcune delle sfide più urgenti: dall’inclusione alle scelte scolastiche, dal benessere emotivo degli adolescenti alla costruzione di classi capaci di diventare comunità, fino all’uso consapevole delle tecnologie.
Proprio al rapporto con il digitale sarà dedicato domenica 27 alle 11.45 l’incontro a Palazzo Piomarta "Piccole dosi di felicità. Link e altre ricompense della vita digitale", a cura di Educa Immagine, in collaborazione con il Comune di Rovereto. Con Cruda (@psicologacruda), Paolo Bonafede e Duccio Canestrini, moderati di Michele Marangi, l’appuntamento – primo del ciclo Educa Immagine POP – partirà dalle piccole gratificazioni offerte dai social per interrogarsi su come bilanciare le ricompense immediate del mondo digitale con forme di benessere che si costruiscono attraverso relazioni, progetti condivisi e senso di appartenenza.
Tra gli appuntamenti, "L’inclusione prende forma", con Stefano Laffi, proporrà un confronto sulle pratiche concrete attraverso cui scuola e comunità possono diventare più giuste, partecipate e accoglienti. "Dall’orientamento al benessere" affronterà invece il rapporto tra scelte scolastiche, consapevolezza e progettazione del futuro. "Connessi o controllati?" esplora il rapporto tra adolescenti e adulti nell’online, mentre "Le domande (invisibili) degli adolescenti" partirà dal mondo emotivo di ragazze e ragazzi per riflettere sulla costruzione di contesti educativi sicuri.
La felicità si sperimenta a tutte le età
A EDUCA la felicità passa anche dall’esperienza, dal gioco e dalla scoperta condivisa. Sabato e domenica (ore 10-12.30 e 14-18) corso Bettini si trasformerà in uno spazio dedicato a bambini e famiglie, con attività libere e gratuite pensate per sperimentare insieme nuovi modi di stare, creare e divertirsi. Dalle esperienze di natura, scienza, musica, creatività, alla "Libreria in corso", con libri, immagini e letture ad alta voce, a "Incastra-Gioia", che costruirà un’opera collettiva a partire da desideri, pensieri e piccoli frammenti di felicità. Dallo sport di "Un campo da…" a "Troppa pizza", laboratorio - a cura di O Suono Mio, Consolida e Cooperazione Trentina – che attraverso il “tooncast” dedicato a Maya e al suo tablet TAB invita i partecipanti a spegnere i pixel e accendere l’immaginazione, creando nuovi personaggi e storie e sperimentando il valore del suono, dalla fantasia e dell’errore. Domenica, infine, lo spettacolo acrobatico "Happiness" inviterà grandi e piccoli a riflettere con ironia e leggerezza su cosa significhi essere felici.
"Il welfare culturale – spiega Francesca Gennai, presidente di Consolida - nasce anche dalla possibilità di vivere la cultura come uno spazio di relazione, partecipazione e benessere. Le attività di EDUCA mettono in pratica questa idea, creando occasioni accessibili a persone di età diverse per stare insieme, sperimentare, esprimersi e sentirsi parte di una comunità".
EDUCA si svolgerà in diversi luoghi della città – Teatro Zandonai, Palazzo Piomarta, Palazzo Fedrigotti, Iprase, Liceo Antonio Rosmini, Mart, MITAG Museo Storico Italiano della Guerra, Biblioteca civica G. Tartarotti, Museo di Scienza e Archeologia, Museo della Città Palazzo Sichart, Fondazione Caritro, Liceo Fabio Filzi – trasformando Rovereto in uno spazio diffuso di incontro e partecipazione.
"Rovereto ha costruito nel tempo una vocazione all’educazione che coinvolge istituzioni, scuole, università, servizi, realtà culturali e sociali – afferma Giulia Robol, sindaca di Rovereto -. EDUCA rappresenta pienamente questa dimensione: per alcuni giorni la città diventa un luogo in cui esperienze e saperi diversi si incontrano e in cui l’educazione diventa una responsabilità condivisa".
Tutte le attività sono gratuite con iscrizione obbligatoria, ad eccezione delle attività animative su corso Bettini che non richiedono iscrizione. Il programma completo è disponibile su www.educaonline.it.
EDUCA è promosso dalla Provincia autonoma di Trento, dall’Università degli Studi di Trento e dal Comune di Rovereto. Ideato da Consolida che lo organizza in collaborazione con Superflùo, con il supporto scientifico di Iprase, Fondazione Bruno Kessler e Fondazione Demarchi e il sostegno di Cooperazione Trentina e Promocoop.
Info
+39 342 1281843 (dal lunedì al venerdì, ore 9-17)
info@educaonline.it www.educaonline.it
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