Società Val di Non

Mario Pezzi, un sindaco a servizio della sua comunità

Il ricordo di Daniele Biada a 40 anni dalla scomparsa

Mario Pezzi, un sindaco a servizio della sua comunità
Mario Pezzi

CAMPODENNO. Sono passati quarant’anni dalla tragica scomparsa di Mario Pezzi, sindaco di Campodenno, venuto a mancare l’8 ottobre del 1986, un anno dopo la sua rielezione a sindaco, a soli 39 anni a causa di un incidente stradale avvenuto mentre rientrava a casa dopo aver partecipato a impegni istituzionali.

“A distanza di tanto tempo - lo ricorda Daniele Biada, consigliere provinciale e già sindaco di Campodenno - il suo nome è ancora profondamente legato alla comunità di Campodenno. Non soltanto per il ruolo istituzionale che ha ricoperto, ma soprattutto per il modo con cui ha interpretato l’essere sindaco e il servizio alla propria comunità. Da ex sindaco di Campodenno sento particolarmente il desiderio di ricordarlo in occasione del quarantesimo anniversario della sua scomparsa. Amministrare un piccolo Comune significa conoscere le persone, ascoltarle, cercare continuamente punti di incontro e assumersi la responsabilità delle decisioni. Mario Pezzi seppe farlo con una grande capacità di mediazione e, soprattutto, con quella capacità di fare comunità che rappresenta forse l’eredità più importante che un amministratore locale possa lasciare. Una capacità - prosegue Biada - che ho avuto modo di conoscere personalmente. Ero ancora giovane quando Mario Pezzi volle coinvolgermi, assieme ad altri ragazzi, nella vita della comunità per responsabilizzarci, donandoci l’input per avvicinarci all’impegno pubblico.

La sua scomparsa, così improvvisa e prematura, segnò profondamente Campodenno. Ma il trascorrere degli anni non ha cancellato il ricordo di un sindaco che dedicò energie, tempo e passione al proprio paese. Una memoria che è rimasta anche nei luoghi. La scuola primaria di Campodenno porta il suo nome e rappresenta ancora oggi uno dei segni più concreti del legame tra Mario Pezzi e la sua comunità. Durante il mio mandato da sindaco ho avuto modo, in più occasioni - aggiunge Biada - di ricordare la sua figura proprio in occasione degli importanti interventi che hanno interessato l’edificio scolastico, dalle opere di riqualificazione energetica fino al suo ampliamento. Momenti importanti per il futuro della nostra scuola, nei quali ho ritenuto doveroso richiamare anche la persona alla quale quell'edificio è intitolato e il servizio che ha reso alla comunità di Campodenno. Anche la storia recente di Castel Belasi conserva una traccia della sua visione. Era stato lui a credere per primo nella possibilità di valorizzare il castello e di farne un patrimonio della comunità, avviando un percorso di interlocuzioni con i proprietari del maniero che, negli anni successivi, ha trovato concreta realizzazione. Credo sia questo il modo più bello per ricordare un amministratore. Non soltanto attraverso una ricorrenza o un'intitolazione, ma guardando a ciò che delle sue idee, del suo impegno e del suo modo di amministrare è rimasto nel tempo.

Per chi, come me, ha avuto successivamente l’onore di essere sindaco dello stesso Comune, ricordarlo significa anche riflettere sul valore dell’amministrazione locale. In comunità come le nostre il sindaco non è mai soltanto un rappresentante delle istituzioni. È una persona che sta tra la gente, alla quale i cittadini si rivolgono direttamente, che deve saper ascoltare, mediare, unire e assumersi delle responsabilità. Mario Pezzi - conclude Biada - apparteneva a quella generazione di amministratori profondamente legati al proprio territorio, capaci di vivere il Comune con dedizione e con un forte senso di appartenenza. Quarant’anni dopo la sua scomparsa, credo sia giusto ricordare soprattutto questo. La sua capacità di mettere insieme le persone, di dare fiducia ai giovani e coinvolgerli nella vita della comunità, di cercare ciò che unisce anziché ciò che divide e di lavorare con passione per lasciare al proprio paese qualcosa che duri nel tempo. Posso dire di essere stato anch’io, da giovane, tra coloro ai quali lui diede questa fiducia. Anche per questo, quarant’anni dopo, ricordarne la figura non è per me soltanto un dovere istituzionale, ma anche un ricordo personale. È un modo di intendere il ruolo di sindaco che conserva ancora oggi tutto il suo valore e che merita di essere ricordato e trasmesso alle nuove generazioni”.