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A volte ritornano. Almeno, ci provano

mer 23 set 2020 • By: Alberto Mosca

Nos Magazine 1995 dallo Speciale Elezioni il nuovo sindaco Giacomo Bezzi

La recente tornata elettorale nei comuni delle valli di Non e di Sole ha visto il riapparire in lizza di alcuni grandi protagonisti della politica dei decenni scorsi. Pronti alla sfida ma in generale sconfitti, chi nettamente, chi per un pugno di voti.

Emblematici due casi, quelli di Ossana e di Campodenno, ma non sono gli unici.

Giacomo Bezzi, già deputato, consigliere e presidente del Consiglio provinciale, presidente della Trento-Malé, aveva 32 anni nel 1995 quando venne eletto per la prima volta sindaco di Ossana. La stessa età di Laura Marinelli, che l’ha battuto nettamente (59,50% contro il 40,50%) in questo 2020. Così, dopo 25 anni, il titolo di “nuovo” che fu di Bezzi passa, novità assoluta, a un sindaco donna.

Franco Panizza, già assessore regionale, consigliere e assessore provinciale, senatore della Repubblica, leggenda politica celebre per il soprannaturale presenzialismo, ha perso per 10 preferenze. A spuntarla Daniele Biada, sindaco in cerca del terzo mandato. Nel 2010, quando Biada indossava per la prima volta la fascia tricolore, Panizza era già Panizza e inaugurava Castel Thun aperto al pubblico.

Andiamo a Cis, con un altro nuovo del 1995, Giuseppe Dapoz, poi sindaco per tre mandati e assessore comprensoriale all’urbanistica; e a Romeno, con Ivo Zucal, non già sindaco, ma ex presidente della Cassa Rurale d’Anaunia e presidente di Trentingrana. Entrambi sconfitti nel confronto elettorale rispettivamente con Fabio Mengoni e Luca Fattor, sindaci confermati.

Né sembra aver portato bene l’aver candidato in lista ex sindaci, come dimostrano ad esempio i casi di Dimaro Folgarida (Carlo Alberto Ravelli) e di Pellizzano (addirittura due, Silvano Gallina, sindaco tra il 1980 e il 1994, e Vanni Tomaselli, tra il 2010 e il 2015). A Borgo d’Anaunia il giudizio è sospeso, dato che entrambe le liste in lizza avevano un ex sindaco, Oscar Piazzi da Castelfondo tra gli sconfitti e Walter Clauser da Malosco tra i vittoriosi. A Predaia invece, bene ha portato l’arruolamento di Mauro Schwarz, storico sindaco di Smarano.

Infine, un’altra storica figura della politica nonesa e trentina, Caterina Dominici, chiude forse una lunghissima stagione con le 14 preferenze raccolte a Trento.

Di fatto, la prospettiva dei grandi ritorni non ha riscosso il favore dell’elettorato: e se da un lato la giovinezza di per sé non è un valore (ricordate Giovanni Spadolini quando sentenziò “Il nuovo per il nuovo, mi ricorda Giovinezza Giovinezza”?) è anche vero che evangelicamente “Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi.

Nos Magazine 1995 dallo Speciale Elezioni il nuovo sindaco Giuseppe Dapoz

Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!” (Luca 5, 38-39). Questa volta ha avuto più consenso la prima parte di questa espressione.

È noto, i vecchi tendono a pensare di essere insostituibili. Sta ai giovani convincerli coi fatti, la voglia di imparare, con il coraggio e le capacità e a volte anche con le maniere brusche che il sole sorgerà anche domani, anche in loro assenza. Sta a quegli stessi vecchi prendersi l’onore e l’onere di trasmettere conoscenze ed esperienze, con partecipazione e discreta vicinanza.

Perché il politico, con le parole di sir Winston Churchill, “diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni”: quando pensa, aggiungiamo noi, anche alle prossime generazioni di politici e di amministratori.

P.S. A Novella il prossimo 4 ottobre Donato Preti, sindaco di Cagnò dal 1985 al 2010 e oggi presidente del Bim se la contenderà al ballottaggio con Alessandro Rigatti, giovane ex assessore di Revò: vedremo se la tendenza sarà confermata o se gli “highlander” della politica nostrana avranno una rivincita.

 


Nos Magazine 1995 dallo Speciale Elezioni il confermato sindaco Donato Preti

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