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Inversione termica

gio 31 dic 2020 • By: Giacomo Poletti

Freddo in fondo valle e tepore sui monti

L’inverno porta con sé uno dei fenomeni più classici delle valli del Noce: l’inversione termica! Le lunghe notti invernali infatti consentono all’aria di raffreddarsi notevolmente. Tutti sappiamo, in linea generale, che l’aria fredda è più densa dell’aria calda: come dimenticare la sensazione di piedi freddi che talvolta avvertiamo quando siamo in stanze poco riscaldate (il freddo se ne sta in basso) mentre è comune la constatazione che il caldo “sale” verso il soffitto.

La natura non sfugge a queste regole. Ecco allora che, in certi casi, la temperatura non diminuisce con la quota come avviene di solito, ma bensì fa l’inverso (da qui il termine inversione termica) cioè aumenta salendo di quota! Un fenomeno che necessita di alcuni fattori per manifestarsi. In primis, dicevamo, l’aria fredda in formazione sui pendii nonesi e solandri deve avere modo di scivolare verso valle (esattamente come un fluido, e come fa l’acqua): oltre alle ore di buio, serve quindi cielo sereno - per poter perdere calore verso il cielo - e assenza di vento. In queste condizioni, dopo il tramonto, ora dopo ora l’aria fredda nata sui pendii aperti scende verso valle per la maggior densità, stratificandosi a partire dal basso. Questo flusso discendente è ben noto in tutte le vallecole, dove alla sera la brezza fresca in arrivo da monte si fa sentire. Se poi l’intero catino vallivo è sbarrato da una chiusa come la Rocchetta, i valori toccati sul “fondo dell’imbuto” possono essere eclatanti. Località come Maso Milano o Crescino possono toccare minime molto sotto lo zero già nelle prime notti serene di ottobre, mentre i paesi più alti a partire da Cles (ma nell’esempio può rientrare anche il passo della Mendola o le cime) misurano valori più miti.

C’è poi da aggiungere che non sono rari afflussi di aria tiepida in quota che scivola letteralmente al di sopra di questo lago freddo invisibile che colma la Val di Non. Analoga situazione, nelle notti serene e calme, si può avere in val di Sole, dove l’aria fredda si deposita sul fondovalle rendendo località lungo il Noce più fredde di altre a quote più elevate, come si vede nell’immagine. Il fenomeno cessa con l’arrivo del vento o di una serie di nottate nuvolose che stoppano il raffreddamento dell’aria. Il fenomeno è sempre esistito: verificarlo di persona oggi, grazie ai termometri installati sulle auto, è sicuramente molto più facile che in passato.  


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