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Dopo Covid: turismo nelle Valli del Noce

I castelli e i musei fanno numeri

ven 09 ott 2020 14:10 • By: Alberto Mosca

L’estate del Covid conferma, pur tra le difficoltà, le potenzialità delle risorse culturali nonese e solandre

Nell’estate segnata dalla pandemia, castelli e palazzi si sono difesi bene. D’altronde, esperienza sul campo ne hanno. In un quadro generale in cui agosto ha tenuto meglio di luglio, i numeri appaiono incoraggianti, sia in Val di Non che in Val di Sole. Allo stesso modo i musei hanno confermato questa tendenza, con buoni risultati complessivi. Per molti, a pesare è stata soprattutto la chiusura primaverile, tempo in cui numerose sono le scolaresche in visita.

CASTELLI IN VAL DI NON

“L’offerta anaune dei castelli – spiega Giulia Dalla Palma, direttrice dell’Apt – è andata bene: in testa naturalmente Castel Valer, che da solo ha contato 3087 ingressi, seguito da Castel Nanno, Castel Coredo e Palazzo Nero, infine con Castel Belasi, al momento il più ‘debole’ del gruppo ma per il quale già dal prossimo anno puntiamo a miglioramenti. Complessivamente, in questi castelli si sono circa 6000 ingressi. Abbiamo fatto fronte alle esigenze di sicurezza e distanziamento dovute alla pandemia, con le prenotazioni e le visite per piccoli gruppi. In particolare – continua Dalla Palma – il castello che fa più numeri, ovvero Castel Thun, ha potuti usufruire con successo di un sistema di prenotazione online comodo e apprezzato”.

I numeri di Castel Thun pur restando di gran lunga i più alti registrano una flessione intorno al 38%: tra gennaio e agosto i visitatori sono stati 33.194, contro i 53.652 dello stesso periodo del 2019; ma la chiusura di marzo-aprile ha da sola tolto circa 11.000 visitatori! L’estate ha quindi sostanzialmente tenuto, con un -7% a giugno, -15% a luglio e un -22% ad agosto, mese in cui comunque sono arrivati 15.933 visitatori.

CASTELLI IN VAL DI SOLE

In Val di Sole è soprattutto Castel San Michele di Ossana a confermare sostanzialmente i numeri dello scorso anno: “Alla fine della stagione – spiega Tommaso Bezzi - sono stati registrati 14.491 ingressi, circa 2500 in meno dell’anno scorso, ma con un’apertura ritardata e limitata ai mesi di luglio e agosto, per cui possiamo ritenerci soddisfatti”. Ma soprattutto, nel corso dell’estate 2020 Castel San Michele ha visto l’ultimazione dell’allestimento museale da parte della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia: un grande e atteso risultato che arricchisce e completa l’offerta culturale rivolta al pubblico.

E poi c’è Castel Caldes: alla fine di agosto 2020 i visitatori sono stati 6.

valli del noce

688, praticamente la metà rispetto all’agosto 2019, quello della “mostra di Sgarbi”, con 12.335 visitatori. Luglio ha visto gli ingressi sostanzialmente dimezzati (1680 contro 3307), mentre agosto è andato meglio, con 4500 contro 5439. Vi è da ricordare comunque che quest’anno Castel Caldes ha aperto i battenti a luglio e non ad aprile come nel 2019 (tra aprile e giugno i visitatori furono circa 3600).

MUSEI NELLE VALLI DEL NOCE

Anche per i musei la stagione estiva si presenta in sostanziale tenuta. Partiamo dal complesso museale gestito dall’Associazione Molino Ruatti, che ha messo in rete, oltre al mulino di Pracorno, il Museo della Civiltà Solandra e Fucina Marinelli di Pondasio: “Luglio è stato buono, agosto ottimo – commenta Nicola Pedergnana – mentre in generale la diminuzione nei numeri è dovuta alla totale chiusura primaverile e all’assenza di visitatori a giugno. Non abbiamo potuto contare quindi sulle scolaresche, solo pochi i gruppo organizzati, quasi assenti le attività didattiche; inoltre anche a luglio e agosto i giorni di apertura sono stati meno in tutti e tre i musei”.

I numeri sono conseguenza di questa situazione: “La fucina – conclude Pedergnana – con 470 visitatori, è in linea con il 2019; a Molino Ruatti (1720 visitatori) abbiamo avuto un leggero calo, mentre per il Museo di Malé abbiamo avuto 1140 ingressi; tuttavia non ci è possibile, a causa di una diversa modalità di gestione, avere precisi confronti con gli anni passati”.

Il Mmape di Croviana si è attestato a quota 4500 visitatori. Non certo gli 8000 dell’anno scorso, ma le previsioni erano assai peggiori: tra aprile e giugno, periodo in cui il museo è rimasto chiuso, circa 1500 ingressi erano garantiti dalle scuole e dai ponti delle festività. A luglio, agosto e settembre la perdita è stata di circa il 25-30 %, dato che va oltre le aspettative considerando che nelle giornate piovose sono state mandate via delle persone in quanto era impossibile fare le visite nel rispetto delle norme Covid19.

Sul fronte dei musei della guerra, un primo riscontro viene da Museo “La guerra sulla porta” di Peio: “A oggi – commenta il direttore Maurizio Vicenzi – ci siamo attestati su 3800 visitatori, contro i 4600 dello scorso anno. Tuttavia – precisa – il calo è dato soprattutto dalla mancanza delle scolaresche nella scorsa primavera, mentre l’estate ha tenuto e addirittura abbiamo registrato un leggero aumento ad agosto”.

Stagione in tenuta con qualche buon segnale anche a Vermiglio: tra giugno e agosto, Forte Strino ha registrato 7856 visitatori, mentre il Museo della Guerra Bianca si è attestato a 4444. “Siamo in linea con il 2019 – commenta Serena Filippini – per certi aspetti in miglioramento: a Forte Strino i biglietti sono aumentati mentre abbiamo avuto un calo nell’utilizzo della guest card; ma soprattutto un forte aumento delle visite guidate e un grande successo per le visite serali e in notturna. Per quanto riguarda il Museo, siamo allineati con i risultati dello scorso anno”.

Il percorso delle meridiane artistiche di Monclassico e Presson: l’attività ha coperto un periodo breve, più o meno da metà luglio alla fine di agosto, con le visite guidate ufficiali del mercoledì e qualcuna per gruppi organizzati hanno partecipato 350 persone, rispettando tutte le norme anti Covid e razionalizzando le entrate in Camera Oscura. In Val di Non, il Museo Retico ha sostanzialmente tenuto: dal 1 giugno al 31 agosto 2020 è stato visitato da 2994 persone, contro le 3620 dello stesso periodo nel 2019.


A CLES, PALAZZO ASSESSORILE FA IL PIENO

La mostra intitolata “Le cinque chiavi gotiche” ha dimostrato come sia possibile valorizzare uno straordinario palazzo storico con un’offerta espositiva che nasce dal territorio sia per quanto riguarda i pezzi in mostra che per la cura scientifica. A metà settembre i numeri parlano chiaro, con oltre 14.000 visitatori, una serie di appuntamenti culturali collegati assai partecipati e un elevato indice di apprezzamento. 



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