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SOS Architettura

La Scuola dello sport va in rovina

lun 19 lug 2021 11:07 • By: Lorena Stablum

Una triste fine per l'edificio della Provincia

Giace da anni abbandonato e inutilizzato l’edificio che sorge a circa un chilometro dal Passo del Tonale, sul versante trentino in una posizione isolata. Brutalizzata dal tempo, dall’incuria e da atti vandalici, la struttura nota come la Scuola per gli sport della montagna mostra un progressivo stato di degrado che la sta pian piano consumando. Nessuno finora, nonostante i tentativi fatti, ha scelto di investire nel suo acquisto. Di proprietà della Provincia, l’immobile era stato messo all’asta anche nel 2016, senza peraltro trovare l’interesse di un acquirente. “Ogni tanto la Provincia ci chiama perché magari c’è l’interesse da parte di qualche compratore ma finora non si è concretizzato nulla – commenta il sindaco di Vermiglio Michele Bertolini -. È un peccato, la situazione sta via via peggiorando. Purtroppo il Comune non ha la possibilità economica di acquisire l’edificio, ma certamente se qualche privato volesse investire sull’immobile la nostra amministrazione è pronta ad agevolarne il recupero”.

Costruito all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso su progetto dell’architetto Sergio Giovanazzi, il manufatto presentava soluzioni architettoniche innovative con un utilizzo diffuso di superfici finestrate e di materiali non “tradizionali” ed era stato originariamente concepito per ospitare un centro di formazione professionale che preparasse operatori specializzati nel settore della montagna. “L’obiettivo originario era fornire una formazione con un diploma che potesse essere spendibile nel mondo del lavoro - ricorda Flavio Mosconi che, anche da consigliere provinciale, si è occupato per molto tempo della questione provando, in più occasioni, a sollecitare un intervento di recupero e riconversione dell’immobile -. Il progetto non si concretizzò a causa di ‘limiti operativi e procedure’ emersi nella fase sperimentale di avvio della gestione diretta avviata nell’aprile del 1980”.

Il centro fu, in seguito, oggetto di un'ampia ristrutturazione agli inizi degli anni Ottanta finalizzata al miglioramento dell’efficienza energetica e, tra il 1982 e il 1985, ha accolto attività formative per le scuole medie durante le quali i ragazzini imparavano l’orienteering, lo sci da fondo, tecniche di alpinismo, la vita di montagna e in alta quota, l’erpetologia e il pronto soccorso.

valli del noce

È stato, poi, utilizzato come scuola per i maestri di sci e per corsi di guide alpine, dal 1985 al 1991 per i soggiorni estivi degli studenti e, saltuariamente ha ospitato convegni o attività ricreativo sportive fino al 1996, anno in cui si è interrotta ogni attività.

Dal 2000, a causa del mancato adeguamento delle strutture, sia alle normative antincendio, sia a quelle relative al superamento delle barriere architettoniche, il complesso risulta totalmente inutilizzato. “Ci sono molte famiglie trentine che ricordano ancora con piacere i momenti trascorsi al Tonale - aggiunge quindi Mosconi -. Oggi sarebbe impensabile riproporre l’idea originaria di realizzare una scuola di quel tipo, visto che poi ne sono nate altre in Trentino. Rimaneva però la possibilità di realizzare una struttura di tipo collettivo per il Tonale, completa di palestra, sala riunioni e altro. Ma non è stato fatto più nulla”. Inevitabilmente, la vicenda legata alla scuola del Tonale è stata più volte sotto i riflettori della politica provinciale. Nel 2005 Mosconi, ex sindaco di Vermiglio e già consigliere di Forza Italia, era riuscito a far approvare dall'allora Consiglio provinciale un ordine del giorno che impegnava la Giunta “ad attivare in via prioritaria” la scuola e, comunque, a individuare eventuali utilizzi alternativi che potessero consentire una valorizzazione dell'immobile. Nella legge finanziaria del 2007, quindi, si stanziavano 5 milioni di euro in tre anni da investire nel centro della Provincia al Passo del Tonale. Anche questo intervento non fu mai eseguito nonostante nel 2008 si sia provveduto ad affidare a un professionista l’incarico per una consulenza a supporto della progettazione architettonica definitiva nell’ambito dei lavori di realizzazione del “Nuovo Centro di Istruzione Ricreativo per lo Sport e la Cultura di Montagna”. Nel 2010 l’allora consigliere provinciale Roberto Bombarda (Gruppo Verdi e Democratici del Trentino) ritornò sulla questione con un’interrogazione mirata a conoscere lo stato di attuazione dei lavori seguita, nel 2015, da una nuova interrogazione, questa volta a firma del consigliere Claudio Cia.

Collegata alla storia della scuola del Tonale, vi è anche la vicenda dell’altiporto, il piccolo aerodromo di montagna ubicato nelle immediate vicinanze del complesso. Realizzata dalla Provincia, dal 2010 l’aviosuperficie non segnalata del Tonale è gestita dalla società Aeroporto G. Caproni Spa che in estate porta avanti qualche attività. La struttura nasce negli stessi anni in cui si erige l’edificio della Scuola e si inserisce nel dibattito nazionale di approvazione della legge di “Liberalizzazione dell'uso delle aree di atterraggio” (legge 2 aprile 1968, n. 518), nota anche come legge Gex, che si proponeva lo sviluppo di un’aviazione minore, legata all’utilizzo di strisce di terreno preparate e di superfici naturali, al fine di favorire la nascita di un turismo d’élite che potesse trovare in piccoli arerei il proprio mezzo privilegiato per raggiungere le località montane di vacanza.

L’idea, ispirata da alcune sperimentazioni attuate all’estero, soprattutto in località delle Alpi francesi come Courchevel, Méribel, Megève e Val d’Isère, era interessante e aveva catturato l’attenzione anche di Bruno Kessler, allora presidente della Provincia, che era alla ricerca di iniziative e soluzioni che potessero proiettare le valli alpine e il Trentino nella modernità. Questo tipo di struttura, infatti, avrebbe portato “grandi vantaggi per prestigio" alle stazioni turistiche visto che sarebbero servite “come base per voli sui ghiacciai e nevai circostanti favorendo il trasporto in montagna e lo sviluppo dello sci alpinistico” e, al contempo, le mete di vacanza anche distanti quattro e cinque ore di macchina dai grandi centri sarebbero diventate raggiungibili “in mezz’ora o poco più con una spesa pressoché equivalente” come si legge nella relazione letta dal promotore del disegno di legge l’onorevole Corrado Gex in occasione del convegno sui “Trasporti aerei al servizio del turismo alpino” tenutosi a Malé il 28 -29 agosto 1965 e promosso dall’Ente provinciale per il Turismo di Trento, l’Aereo Club di Trento e Bolzano e l’Azienda di Cura e Soggiorno delle Valli di Sole e Rabbi. Inserite nel Piano Urbanistico Provinciale le previsioni per la realizzazione di vari aeroporti di montagna e la previsione di altiporti, Kessler commissiona nel 1972 alle Società AER- SUD, Matra e SIPEC uno studio del servizio areo per la Provincia di Trento con l’intenzione di creare al Passo del Tonale la Prima scuola di volo italiana di montagna



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