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SOS Acqua

I magi della neve

gio 30 dic 2021 11:12 • By: Lorena Stablum

La tecnologia che aiuta, in modo sostenibile, il meteo

Acqua, aria compressa e freddo. Sono gli ingredienti usati nell’innevamento programmato e sono gli stessi che la natura usa per creare i magici cristalli di neve che d’inverno imbiancano il paesaggio. In più, c’è solo la tecnologia che entra in azione quando un meteo dispettoso non si dimostra particolarmente favorevole. Nessun additivo chimico, nessun principio attivo, quindi, è usato per creare la neve. L’acqua, attraverso il sistema di innevamento, viene presa in prestito, trasformata in neve e restituita al territorio a fine stagione. Il tutto senza causare nessun tipo di inquinamento idrico.

Con i mutamenti climatici in atto, l’innevamento programmato è diventato una sfida che le località sciistiche devono saper cogliere se vogliono mantenersi competitive sul mercato turistico: secondo la ricerca “Best SkiResort 2020” dell’Università di Innsbruck, infatti, nella scelta della destinazione la garanzia di neve, insieme alla dimensione del comprensorio, è una delle principali discriminanti di scelta. Per questo la Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta Val di Sole Val Rendena, da tempo, investe su questo settore andando alla ricerca delle tecnologie più moderne e innovative capaci, certamente, di garantire una produzione ottimale - quasi millimetrica - di neve, ma che possano anche permettere un sensibile risparmio dei costi e, non da ultimo, un uso sostenibile delle risorse idriche ed energetiche. “Ogni investimento che eseguiamo sul demanio è studiato nei minimi particolari - spiega l’amministratore delegato di Funivie Folgarida Marilleva spa Patrizia Ballardini -. Anche nel nostro settore l’avvento della tecnologia è stato molto incisivo e oggi ci permette di massimizzare l’efficienza operativa e, al tempo stesso, un utilizzo attentamente calibrato delle risorse naturali, come l’acqua.

valli del noce

Peraltro, l’acqua utilizzata per produrre la neve programmata viene semplicemente ‘presa in prestito’ per poi tornare nel ciclo naturale, senza alcun tipo di additivo artificiale. La ricetta per produrre la neve è semplicissima: solo acqua e aria compressa, sapientemente miscelate con moderne tecnologie”.

A introdurci nel magico mondo degli snowmaker sono Manuel Alberti, responsabile dell’ufficio tecnico di Funivie, e Roberto Tomaselli, responsabile neve e piste, che ci illustrano come, grazie a sofisticati software, quali Liberty e Snowsat, e strumentazioni tecnologiche installate anche sui gatti delle nevi, ogni anno, in inverno, nasce la neve programmata. “Siamo partiti dal rilievo tridimensionale dell’intera skiarea con l’impiego di droni - spiegano - e abbiamo raccolto dati di dettaglio su ogni punto delle piste da sci. In questo modo, d’inverno, quando i mezzi battipista entrano in azione siamo in grado di conoscere il livello di profondità della neve, di capire in quali punti manca e in quali è presente in abbondanza”. L’innevamento è così programmato “a tavolino” (o, meglio, da un tablet), con riflessi positivi anche sull’utilizzo di acqua: si usa solo quella che serve e non una goccia in più. “I mezzi sono dotati di sensori che analizzano lo spessore della neve e di Gps per il tracciamento del percorso effettuato - aggiungono ancora -. Il gattista, inoltre, ha a disposizione un monitor che gli indica in tempo reale la sua strisciata e quella dei colleghi, in modo che, anche in condizioni meteo poco favorevoli, la lavorazione della neve e la battitura siano realizzate massimizzando l’efficienza e, quindi, il risparmio di risorse. Il sistema dà vita a uno storico che tiene traccia del consumo di carburante e delle necessità idriche consentendo di effettuare con regolarità analisi di dettaglio per ottimizzare il lavoro”. E poi ci sono i generatori di neve, quelli che più comunemente sono conosciuti come “cannoni” sparaneve. Un fiore all’occhiello del sistema di innevamento, dicono, dotati di un sistema di ugelli e uscite che entrano in funzione in base alla temperatura e all’umidità dell’aria. “Il tutto è gestito da un sistema informatico che va a massimizzare la resa - continuano i responsabili -. Si fa neve solo quando è il momento giusto e nella quantità necessaria, calibrando al millilitro l’acqua utilizzata, nel rispetto delle concessioni rilasciate dalla Provincia”.

Disseminati nella skiarea della Val di Sole, i generatori di neve sono 600 alimentati da 13 centrali di pompaggio che derivano l’acqua da tre sorgenti principali (il torrente Meledrio e i rii Panciana e Val del Duc) e altrettante di soccorso alle quali si aggiungerà dall’anno prossimo il bacino di accumulo in Val Mastellina, che con 180 mila metri cubi di acqua stoccati permetterà, in presenza di temperature adeguate, di garantire l’innevamento dell’intero demanio in pochi giorni.

“Il bacino, che è stato progettato per inserirsi con naturalezza nel contesto paesaggistico e naturale circostante, - conclude infine Patrizia Ballardini - sarà anche un’importante riserva di acqua in quota nel caso di incendi. D’altro canto, spesso, abbiamo avuto modo di verificare come anche i lavori di regimazione delle acque che abbiamo effettuato sul demanio abbiano contribuito alla sicurezza preservando il territorio durante eventi meteorologici di grande entità, come nel caso di Vaia”.



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