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Allarme piccioni a Malé

lun 18 gen 2021 12:01 • By: Alberto Mosca

La denuncia viaggia sui social. La sindaco Barbara Cunaccia: «Stiamo cercando le soluzioni al problema. Le questioni vanno portate in Comune, non in rete»

Piccioni in numero incontrollabile a Malé. Un allarme che dalle pagine dei social network chiede a gran voce l’intervento dell’autorità. “Che arrivi a chi di competenza e che si mobiliti per rimediare a questo gravoso problema”, si legge nel post di Facebook pubblicato sulla pagina Sei di Malé se… La denuncia parla di “piccioni in paese diventati un numero ormai incontrollabile, nelle case del centro sotto i tetti, sulla strada, nelle piazze è pieno di escrementi di questi disgustosi volatili”, sottolineando il loro essere portatori di malattie e i danni che con le deiezioni procurano a case e monumenti. Da qui è partita una girandola di commenti, chi a sostegno della lamentela, chi in difesa dei volatili, chi con la proposta di organizzare una “cena stile medievale” con piatto forte piccione in umido…

Peraltro la legge protegge questi volatili, sia a livello statale che europeo: i piccioni di città sono considerati assimilati alle specie selvatiche, godendo quindi della tutela in materia di protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio, in base alla legge 157/1992. Anche la Corte di Cassazione nel 2004 ha confermato questo orientamento, assicurando al piccione la tutela legislativa.

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Per questo ogni decisione in materia è affidata in primis alla Provincia in coordinamento con il Comune in materia igienico-sanitaria.

I piccioni sono protetti anche a livello europeo in virtù della direttiva “Uccelli” 147/2009: essi sono considerati parte della fauna selvatica, anche alla luce dell’interpretazione che la norma ha avuto nel 2013 per stabilire lo status del piccione di città. In tal senso la Commissione europea ha riconosciuto che i piccioni selvatici che vivono a contatto con l'uomo e che non sono di proprietà di alcuno rientrano nel campo di applicazione della Direttiva “Uccelli” e come tali non sono cacciabili.

Ad ogni modo, l’amministrazione comunale guidata da Barbara Cunaccia è già attiva nel trovare soluzioni: “Sappiamo che il problema esiste e della protezione legislativa di cui godono i piccioni e già da tempo siamo impegnati nel trovare una soluzione. Per arrivare a questo – prosegue la prima cittadina di Malé – possiamo agire unicamente con l’installazione di dissuasori: sugli edifici pubblici provvederemo con i classici spuntoncini in plastica, mentre stiamo vagliando la possibilità di installare anche dei dissuasori acustici. Peraltro – conclude Cunaccia – sarebbe meglio che le questioni riguardanti la Borgata venissero portate direttamente negli uffici comunali, anziché sui social network: le porte del Municipio sono aperte per ricevere tutte le istanze che vengono dai cittadini di Malé”.

La sindaco Barbara Cunaccia e una veduta di Malé

Ma perché i piccioni sono così protetti? Forse una spiegazione ce la dà il loro storico ruolo, attestato fin dall’antichità, di portatori di messaggi in tempo di pace e in guerra, grazie alla loro spiccata capacità di orientarsi: fu questa loro abilità a farli addomesticare dall’uomo, che li allevava nelle colombaie, nome che talvolta sopravvive nella toponomastica locale. Solo con l’avvento del telegrafo il loro ruolo si ridimensionò; peraltro, dall’Ottocento i piccioni vennero impiegati come fotografi! Tra i piccioni viaggiatori celebri dei cartoni animati, come non citare Yankee Doodle, imprendibile spia cui dava la caccia lo Squadrone Avvoltoi di Dick Dastardly e il cane Muttley.

I dati di volo di un piccione sono in effetti impressionanti: in condizioni di tempo ottimali può percorrere fino a 800 km ad una media di 70 km/h, ritornando poi alla propria colombaia di partenza.



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