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Gli eroi di un tempo oscuro

mer 27 gen 2021 15:01 • By: Alberto Mosca

Giorno della Memoria: storie di guerra dalle valli di Non e Sole nella tragedia della Seconda guerra mondiale

Odoardo Focherini, ucciso nel campo di Hersbruck

Oggi, nella Giornata della Memoria, appare quanto mai doveroso alimentare la memoria collettiva. Ce ne danno dimostrazione i numeri preoccupanti dell’aumento di quella specie umana ignorante e pericolosa che sono i negazionisti. Una recente ricerca Eurispes, pubblicata nell’ottobre 2020, mostra infatti come anche in Italia i negazionisti siano in aumento: in circa 15 anni la percentuale di chi non crede alla verità della Shoah è passata dal 2,7% al 15,6%, con un 16% che sostiene che i genocidio degli ebrei “non ha fatto così tanti morti”. Sono specialmente i social network i luoghi in cui odio e intolleranza trovano modo di diffondersi, tanto che Facebook e Twitter rimuovono i contenuti di questo tipo. Cogliamo quindi l’occasione per ricordare alcune figure che, nelle valli di Non e Sole, hanno rappresentato fari di speranza e salvezza in un tempo dominato dall’oscurità. Iniziamo questa breve rassegna con Odoardo Focherini (1907-1944), figura luminosa che unisce le valli di Non e Sole, e nello specifico la Val di Peio di cui era originario e quella di Rumo, luogo di nascita della moglie, Maria Marchesi. Nato a Carpi, Focherini fu giornalista, intellettuale cattolico e dirigente d’azienda, medaglia d’oro della Repubblica italiana e Giusto tra le Nazioni di Yad Vashem: intensa fu la sua opera a favore degli ebrei, anche dalle colonne de L’Avvenire d’Italia: arrestato, morì nel campo di concentramento di Hersbruck. Nel 2012 papa Benedetto XVI ne riconobbe il martirio in odium fidei e nel 2013 è arrivata la sua beatificazione. Quindi Emanuele Stablum (1895-1950), nato a Terzolas, medico nella Congregazione dei Concezionisti, direttore dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata a Roma: nel 1944 fu cofondatore dell’Associazione dei Medici Cattolici e durante i lunghi mesi di occupazione nazista accolse e nascose nel proprio Istituto 52 ebrei.

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Dal 2001 è Giusto tra le Nazioni di Yad Vashem. È in corso il processo di per la sua beatificazione. Ancora, mons. Guido Bortolameotti (1904-2002), originario di Vigolo Vattaro, fu curato e parroco fino agli anni ‘40; poi divenne rettore del Seminario Maggiore e quindi, dal 1955 al 1975, vicario generale della diocesi di Trento, sotto i vescovi Carlo de Ferrari e Alessandro Maria Gottardi. Nel 1983 venne insignito, con la sua perpetua Adele Turrini, della Medaglia del Giusto per aver salvato, negli anni in cui era parroco a Cloz, nascondendolo in canonica per 600 giorni, tra il 1943 e il 1945, l’ingegnere ebreo Augusto RovighiNon si salvò invece Caterina Zadra, nata Rapaport, russa di religione ebraica residente a Merano: durante la guerra si rifugiò a Vervò, paese d’origine del marito Leopoldo Zadra: fu proprio lui a tradirla consegnandola ai nazisti, insieme all’amica Teresa Weiss Bermann. Le due donne furono deportate prima nel campo di Reichenau, per poi finire i propri giorni ad AuschwitzEbbe lieto fine invece la storia dell’avvocato meranese Alexander Pixel: anch’egli trovò rifugio a Vervò, nella casa di Lino Gottardi, rimanendovi fino a guerra finita. Prigioniero politico fu il maletano Severino Costanzi “Franzon”, classe 1922, arrestato nel 1944, processato e quindi internato prima a Bolzano e poi a Dachau: venne liberato dalla prigionia dagli Alleati e quindi, dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, fece ritorno a casa.

Emanuele Stablum, salvezza per tanti ebrei romani

Nel 2004 venne insignito del diploma di onorificenza di cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica italiana. Infine, nel Giorno della Memoria, come da tradizione il Commissario del Governo consegna nel Palazzo del Governo di Trento le Medaglie d’onore alla memoria. La Medaglia d'onore, prevista dalla Legge 296/2006, è concessa dal Presidente della Repubblica ai cittadini italiani sia militari (ex IMI) che civili deportati e internati nei lager nazisti durante l’ultimo conflitto mondiale, tra il 1943 e il 1945, e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. E nel 2021, tra gli altri, il riconoscimento è conferito a Serafino Casna, classe 1922, originario di Rabbi: la Medaglia d’onore sarà ritirata a suo nome dalla figlia CristinaQuindi Emanuele Dalla Torre, classe 1920, originario di Mezzana: la Medaglia d’onore sarà ritirata a suo nome dal nipote Stefano BernardelliLa consegna della onorificenza ai superstiti o alle loro famiglie è stata idealmente collegata alla data del 27 gennaio, «Giorno della Memoria», istituito per ricordare lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti e rendere omaggio alle numerose vittime, nonché a tutti coloro che, a rischio della propria vita, si sono opposti al progetto di sterminio nazifascista.

 


Le pietre d'inciampo che davanti alla loro casa di Merano ricordano Caterina Rapaport e Teresa Weiss

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