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Maini: «Sull'acqua vanno valutati tutti gli elementi, dalle centraline allo sviluppo economico»

mar 23 feb 2021 13:02 • By: Lorena Stablum

Per il sindaco di Caldes le concessioni idroelettriche hanno seguito logiche territoriali e generato disparità

«Il tema delle richieste di utilizzo idrico in Val di Sole non può essere rievocato nelle sole circostanze di una richiesta di concessione, come fase reattiva a una domanda. Non può d'altra parte, essere inserito in un'argomentazione di sistema se questa non considera elementi tra loro conformemente interconnessi». Il sindaco di Caldes Antonio Maini porta qualche elemento in più al dibattito legato alla gestione e all’utilizzo dell’acqua del bacino del fiume Noce. 

Una questione, quella legata all'acqua, mai veramente chiusa in Val di Sole, soprattutto in riferimento allo sfruttamento idroelettrico, che in queste settimane è tornata prepotentemente alla ribalta dopo l’incontro che si è tenuto a Malé, nella sede della Comunità di valle, tra gli assessori provinciali Mario Tonina e Giulia Zanotelli e gli amministratori comunali della Val di Sole (Qui l'articolo) e nel quale si è parlato del progetto di captazione voluto dal Consorzio di miglioramento fondiario di secondo grado della Val di Non, che prevede di prendere l'acqua dalla Val di Peio per irrigare i meleti nonesi.  

Il primo cittadino di Caldes vuole lasciare, quindi, sul tavolo della discussione due riflessioni "aperte" aggiungendole ai temi fatti emergere fin qui, a diversi livelli, da attori politici e dai portatori d'interesse. «La prima – spiega infatti Maini - nasce in ragione delle concessioni nel tempo ottenute, soprattutto per quelle di carattere idroelettrico.

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In particolare, le concessioni hanno seguito logiche del tutto territoriali limitate a singole amministrazioni comunali, senza tener conto di interessi pubblici più ampi, considerando pertanto l'acqua un bene di cui disporre a tratti geograficamente limitati. Questo ha generato, nel tempo, disparità in termini di flussi economici sui bilanci comunali con divari di notevole entità. Senza entrare nel merito delle partecipazioni private, ritengo che, elevata a ragione la pubblica utilità generale dell'acqua, ci sia da riflettere sugli effetti delle ricadute che avvengono con differenze territoriali»

Maini, poi, accenna a un’altra questione più legata al tema di quale sviluppo economico si intenda promuovere per i territori. «La seconda riflessione scaturisce in ragione di una lettura semantica del concetto di “proposta di sistema”. Ove per sistema si intende un insieme di elementi coordinati tra loro in una unità funzionale che tende al medesimo fine –  continua il sindaco  facendo proprie le parole con le quali i rappresentanti della Giunta provinciale hanno posto la questione ai Comuni solandri (Qui l'articolo-. Ora, considerando il tema in oggetto, ovvero l'utilizzo della risorsa acqua, ne consegue che il “medesimo fine” debba essere perseguito facendo interagire elementi a esso connessi. L'ambiente ne esce principe, assieme al turismo e all'agricoltura: elementi cardine di una proposta che, se si vuole definire di sistema, deve saperli declinare al contesto socio economico della geografia di riferimento con il vincolo di saperli integrare». All’indomani dell’incontro, Maini aveva già avuto modo di riflettere su questo secondo aspetto, avanzando la possibilità di promuovere studi di fattibilità per comprendere se sono ipotizzabili nuovi modelli di sviluppo più sostenibili (per approfondire cliccare Qui, Qui, Qui, Qui e Qui). 



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