Skin ADV

L'Euregio, la Lega, l'acqua

dom 21 mar 2021 11:03 • By: Alberto Mosca

Lorenzo Ossanna, nuovo assessore regionale agli enti locali, illustra una linea politica blockfrei ma che si guarda attorno. E alla Val di Sole dice: acqua per l'agricoltura in cambio di un compenso economico

Lorenzo Ossanna, neo assessore regionale agli enti locali

Lorenzo Ossanna è da pochi giorni il nuovo assessore regionale agli enti locali: alla terza votazione, il consiglio lo ha eletto con 39 voti, contro i 20 di Alex Marini (M5S) e con 6 schede bianche. A proporlo in aula è stato il presidente della PaT Maurizio Fugatti. Abbiamo intervistato il neo assessore, su temi politici e altri più legati ai territori delle valli di Non e Sole.

Assessore Ossanna, si aspettava un’elezione immediata, senza arrivare al ballottaggio con Marini?

La procedura prevede per le prime due votazioni la maggioranza assoluta e dal terzo, quella dei presenti: la mia nomina è scaturita da un accordo tra le forze di maggioranza; il numero di voti conta poco, già dalla prima votazione ne avevamo 37 e ne bastavano 36; ci siamo fermati a 33 e a 34 solo per qualche assenza del momento.

Come intende interpretare il ruolo di assessore regionale agli enti locali?

All’interno di un ruolo che rimane istituzionale, considero la competenza sugli enti locali importantissima per il contesto regionale. Nel mio modo di fare politica prediligo il legame con i territori e senz’altro interpreterò questo ruolo seguendo questa inclinazione. Per parte mia porterò avanti una politica regionale vicina all’Euroregione, attenta alla costruzione di rapporti transfrontalieri, conseguente al mio attivo impegno nel Gect (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale) Euregio. Infine, cercherò di portare avanti un ruolo di mediazione tra Trento e Bolzano, in un’ottica di dialogo. L’Autonomia è un bene che ci può salvare da questo drammatico momento.

Living Immobiliare

Patt al governo in Regione e all’opposizione in Provincia: cosa risponde a chi, come Ugo Rossi, dice che di fatto le stelle alpine sono entrate nella maggioranza provinciale?

A Rossi rispondo che è lui ad essere all’opposizione in regione. Il Patt è nella maggioranza regionale dal 2018, da subito dopo le elezioni, pur senza ruoli. È evidente che in Provincia siamo “blockfrei”: ma portiamo avanti questa posizione con l’obiettivo di attivare un dialogo e un confronto con le forze politiche per uscire velocemente e collegialmente da questa situazione di crisi, lavorando insieme per risolvere i problemi di cittadini e imprese.

A proposito di Rossi, come ha preso la sua scelta di abbandonare le stelle alpine e accasarsi in Azione?

Ugo Rossi non ha mai nascosto il suo essere anti Lega, ma in questo era solo. Per parte nostra cerchiamo un confronto e una politica di responsabilità: il Patt rimane territoriale, ci differenziamo dai partiti nazionali, ma ciò non preclude la necessità di collaborare. Rossi ha seguito la sua inclinazione ideologica, ma in solitaria.

Passiamo alle nostre valli di Non e Sole: nella prima l’agricoltura ha retto l’urto della pandemia, mentre nella seconda il turismo ha subito una botta pesantissima. Quali azioni intende promuovere?

Indubbiamente l’agricoltura ha sentito meno il peso della pandemia, mentre ben è il discorso per il settore turistico, danneggiato in maniera grave ed evidente. Ritengo che per arrivare a buone soluzioni sia prioritario il dialogo con Roma definendo un accompagnamento finanziario veramente ristorativo, ma non tramite contributi a pioggia. Laddove non arrivasse lo Stato deve arrivare la Provincia: ricordo che abbiamo un fondo di riserva di 200 milioni che dobbiamo utilizzare tramite un ragionamento serio, articolato, complessivo.

Da qualche settimana è vivo il dibattito sulla richiesta dell’agricoltura nonesa di utilizzare l’acqua della Val di Sole, e in particolare della Val di Peio per dare da bere ai meleti. Che posizione ha al riguardo?

Il problema dell’approvvigionamento idrico si trascina da diversi anni e finora non sono state date risposte concrete. Al momento si vive di rimedi transitori come la deroga sul deflusso minimo vitale, ma è chiaro che si tratta di un problema da risolvere definitivamente. Ritengo si debba trovare un accordo tra le due valli, il che vuol dire la Val di Non deve restituire a livello economico quanto la Val di Sole può dare in termini d’acqua per l’agricoltura…

Cioè, una compensazione?

Sì. L’acqua è di tutti e non della Val di Sole, ma penso che essa possa pretendere un ristoro. Peraltro, occorre dire che in Val di Non ci sono zone che hanno carenza d’acqua, altre che non hanno questo problema e altre ancora che si stanno attrezzando, come ad esempio a Novella. In generale, dobbiamo essere aperti a più soluzioni: va trovato un accordo con chi avrà la concessione su Santa Giustina per un pescaggio idrico a prezzo calmierato, soluzione che risolverebbe molti problemi, ma anche il progetto di una derivazione dalla Val di Sole va approfondito.



Riproduzione riservata ©

indietro