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Peio: derivazioni idriche, può bastare così (2)

mer 31 mar 2021 13:03 • By: Lorena Stablum

A poco più di sei mesi dalle elezioni comunali, NOS Magazine intraprende un viaggio tra i comuni delle valli del Noce, ascoltando le voci dell’amministrazione e, dove presente, della minoranza. Stavolta andiamo a Peio

PEIO. L’uscita dalla gestione associata con i Comuni di Vermiglio, Ossana e Pellizzano, il turismo martoriato da una pandemia che continua a provocare effetti negativi e nefasti sulla salute e l’economia, e soprattutto l’acqua che, abbondante sul territorio, è mira di progetti ambiziosi di sfruttamento. Sono queste le questioni principali che il Comune di Peio fa si trova ad affrontare. In un confronto a distanza, il sindaco Alberto Pretti e il capogruppo di minoranza Aldo Bordati fanno il punto della situazione. 

Qual è la situazione a sei mesi dalle elezioni?

Pretti. Stiamo vivendo una situazione un po’ precaria: Il Comune di Peio, in questo momento, sta gestendo l’uscita dalle gestioni associate obbligatorie e ci stiamo occupando della riorganizzazione degli uffici e dei servizi. Questo processo ci ha portato via parecchio tempo ma presto usciremo con la pubblicazione di un concorso per segretario comunale, una figura che oggi è a scavalco con Dimaro Folgarida.  

Bordati. Dopo sei mesi, Peio sta ancora percorrendo la strada dell’uscita dalle gestioni associate. Sapevamo che la riorganizzazione sarebbe stata lunga. Ora sembra che si sia trovata la quadra sugli uffici e sul segretario. Quello che ci aspettiamo dall’amministrazione è una progettazione complessiva che riguardi l’intera valle: impianti di risalita, mobilità sostenibile e alterativa sono temi che vanno affrontati in un quadro complessivo per capirne benefici e ricadute.

Sindaco, cosa ne pensa dell’operato della minoranza? In che rapporti siete?

Pretti. In questo momento i miei rapporti con il gruppo di minoranza sono molto buoni. È comunque prematuro dare un giudizio e mi rendo conto che il ruolo dei consiglieri di minoranza non sia sempre facile. Confermo la mia apertura verso il gruppo e davvero non ho pregiudizi contro nessuno.

Bordati, che giudizio dà dell’operato dell’amministrazione?

Bordati. Abbiamo notato che a differenza della precedente, questa amministrazione ha iniziato a distribuire gli incarichi e a delegare, ma per il resto dobbiamo ancora vederla entrare nel vivo. Sicuramente l’amministrazione è stata molto impegnata nella questione legata alle gestioni associate. Abbiamo approvato un Dup (documento unico di programmazione, ndr) molto povero e scarno, con l’accordo che ci sarà un ulteriore approfondimento da qui a 5-6 mesi.

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Comprendo le difficoltà, per questo per il momento sospendiamo il giudizio.

C’è un risultato che è già stato raggiunto? E quali sono i prossimi obiettivi e le cose prioritarie?

Pretti. Finora ci siamo concentrati sulla questione dell’uscita dalla gestione associata. Mi fa piacere che siamo riusciti ad approvare in tempi abbastanza rapidi il bilancio di previsione con il Dup in modo che possiamo poi partire con i vari progetti. Di carne al fuoco ne abbiamo parecchia. Uno dei primi obiettivi che ci siamo dati come amministrazione è quello di avviare la progettazione per la ristrutturazione dell’edificio di Cogolo per spostarvi la sede municipale in piazza a Cogolo: per fare dovremo trovare nuovi spazi per gli ambulatori e il consorzio turistico. Un altro punto fermo è la riqualificazione di Peio Fonti con la realizzazione di un albergo a servizio delle terme e la riorganizzazione della viabilità interna per gestire meglio anche i flussi pedonali. Partiremo con la progettazione preliminare per la messa in sicurezza di Malga Mare e stiamo lavorando per una mobilità sostenibile all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio.

Bordati. L’uscita dalla gestione associata sommata alla situazione pandemica ha rallentato l’operato dell’amministrazione. Per ora, non mi pare di aver visto nulla di concreto a livello di progettualità o a livello pratico. Si porta avanti l’ordinario, e il bilancio approvato non contiene ancora nulla delle promesse fatte in campagna elettorale. Positivo che ci siano a bilancio 70 mila euro per la progettazione dell’impianto di risalita tra Cogolo e Peio. La priorità, secondo noi, rimane il rapporto con il resto della Val di Sole e con gli altri comuni. Mancando di fatto il ruolo della Comunità di Valle, crediamo necessario lavorare per una progettualità comune su alcuni temi come la mobilità. Per Peio, poi, diventa fondamentale intervenire su Peio Fonti così come tutte le piccole frazioni hanno bisogno di poter contare su servizi: i piccoli paesi iniziano a non avere più il bar o un luogo di ritrovo. È importante perciò investire su negozi multiservizio anche per favorire la socialità.

La pandemia è andata a toccare un settore importantissimo per la valle, come il turismo.

Pretti. Il settore sta soffrendo molto. La gente non vede l’ora di poter tornare a lavorare. Al di là dei ristori, che sono sostegno, è fondamentale ora poter riaprire le attività naturalmente tenendo conto della sicurezza dei cittadini.

Bordati. Credo che tutto il male non vien per nuocere. Premesso che lo sci rimarrà predominante ancora per un po’, abbiamo capito l’importanza di diversificare. Questo anno ci ha insegnato che dobbiamo iniziare a pensare qualcosa di diverso e Peio si presta bene, d’inverno può contare su tante nicchie che possono comporre un’offerta straordinaria, ha un potenziale estivo incredibile, e per ora poco valorizzato, a partire dal recupero delle malghe a fini turistici.

Un tema di stretta attualità in Val di Peio è legato all’utilizzo della risorsa acqua. Cosa ne pensa del progetto che sta portando avanti il settore agricolo della Val di Non?

Pretti. Il pensiero dell’amministrazione di Peio è molto chiaro e lo è già da tempo. La nostra valle, su questo tema, ha già dato e parecchio: sul nostro territorio, per fare un esempio, ospitiamo due dighe da quasi un secolo. È giunto il momento che per il fiume Noce la Provincia faccia una moratoria sul rilascio delle concessioni almeno per i privati, mantenendo eventualmente solo quelle pubbliche. Se ciò non fosse possibile, allora la moratoria dovrebbe valere anche per il pubblico. La precedente amministrazione ha presentato una domanda di concessione a scopo idroelettrico, personalmente sarei disposto a rinunciavi se fosse necessario, ma la Val di Sole non ha bisogno di un progetto così megagalattico e imponente. Inoltre, dai monitoraggi che effettuiamo sul fiume, abbiamo registrato un netto miglioramento sulla qualità delle acque. Andare a portar via ancora acqua comprometterebbe questo lavoro.

Bordati. Quando ho sentito per la prima volta parlare di questo tema mi sono subito allarmato. Sicuramente la val di Peio da sola non ha la forza per contrastare un progetto supportato da una categoria così forte. O la Val di Sole si muove compatta o il rischio è di dover cedere. Non è possibile dare un’autorizzazione di questo tipo, l’amministrazione però mi sembra molto tranquilla. Io invece ho una sensazione totalmente opposta e temo che l’acqua del Noce possa diventare merce di scambio. Mi auguro che non si arrivi a questo per tutte le motivazioni ambientali e turistiche che sappiamo. 



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