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Con l'acqua viene giù di tutto

gio 01 apr 2021 10:04 • By: Alberto Mosca

Un progetto internazionale risolverà tutti gli annosi problemi delle valli del Noce

Il viadotto ideato dal geniale Brodega, ispirato all'arte classica

VALLI DEL NOCE. Si tratterà di un’opera colossale, la più imponente dei tempi moderni, capace di andare ben oltre le intenzioni che inizialmente si aveva in mente di concretizzare. Noi di NOS ne abbiamo avuto anticipazione: andiamo con ordine.

Da anni ferve il dibattito sulla possibilità di derivare l’acqua del Noce in Val di Sole per canalizzarla fino in Val di Non allo scopo di dare da bere a quelle spugne che sono i meleti. Numerosi sono stati i progetti susseguitisi, fino al più recente che prevede il prelievo d’acqua in Val di Peio per arrivare nella zona di Tovel. E qui arriva la pensata geniale di un gruppo di progettisti internazionali, associati nell’impresa ACA+1421.

Guidati dal luminare eritreo Ghjassé Beviasé, creatore di opere analoghe e ciclopiche nel suo paese, si è arrivati a ottimizzare in un unico condotto tutta una serie di utilità. Infatti, già che si porta l’acqua, perché non allargarsi al traffico veicolare, alla banda ultralarga e al metano? In tal modo, con l’aiuto dell’ingegnere americano Thel Sbusy, della fisica coreana Kante Take Gias e del chimico indo-francese Lakana Delgas, si è arrivati ad un progetto che in un’unica soluzione risolverà una volta per tutte tanti annosi problemi che affliggono le valli del Noce.

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In dettaglio: la derivazione d’acqua partirà in quota in Val di Peio, per poi scendere velocemente in fondovalle più o meno in corrispondenza del castello di Ossana; da qui un sistema di arcate, altamente impattante dal punto paesaggistico ma dall’indubbio valore artistico, firmato dall’urbanista ungherese di fama mondiale Bèla Bródega solcherà la Val di Sole fino alle Contre di Caldes: l’opera trasporterà l’oro azzurro ma anche i cavi della banda ultralarga e un grosso tubo per il metano che si diramerà all’altezza di Dimaro per allacciarsi all’anello già in funzione dall’altra parte del passo di Campo Carlo Magno, in località “Poz del Gas”.

Alle Contre terminerà il trasferimento di metano e banda ultralarga, con buona pace dei residenti delle Chjapèle, mentre acqua e auto proseguiranno la propria corsa lungo il traforo che, attraverso la montagna, consegnerà tutto questo ben di Dio fino alla valle di Tovel. Qui, in vista lago, un analogo sistema di arcate firmate ancora dal Bródega raggiungerà in breve tempo il fondovalle, allacciandosi alla statale 43 all’altezza di Mechel e quindi liberando l’acqua nei frutteti.

Lo schema progettuale di trasporto di acqua, gas, banda ultralarga e il nuovo tracciato del tunnel

Addio quindi al Tunnel del Peller, sostituito dal più comodo e pratico Bus de le Contre.

Il passaggio veicolare sarà tuttavia a pagamento, allo scopo di ripagare in tempi rapidi l’intera opera, i cui costi si stimano in svariati miliardi di euro, solo in parte ricavati dal Recovery Fund europeo.

Il pedaggio sarà quantificato in circa 50 euro, comprensivo però di una buona bevuta di acqua fresca, di un pieno per i guidatori di auto a gas e qualche giga gratis per tutti. Il tempo di percorrenza sarà accorciato, rispetto al vecchio binomio Chjapèle-Faé, di circa 3 minuti. I lavori saranno completati a tempo di record: già dall’1 aprile 2022 acqua, gas, banda e auto saranno liberi di circolare senza più impedimenti, inaugurando una nuova era, una nuova età dell’oro.  



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