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Mendola, la visione di Seppi (13)

lun 12 apr 2021 10:04 • By: Lorena Stablum

A poco più di sei mesi dalle elezioni comunali, NOS Magazine intraprende un viaggio tra i comuni delle valli del Noce, ascoltando le voci dell’amministrazione e, dove presente, della minoranza. Stavolta andiamo a Ruffrè Mendola

RUFFRÈ MENDOLA. L’obiettivo è favorire e cogliere tutte le opportunità di nuovi sviluppi in campo alberghiero e commerciale per rilanciare il Passo della Mendola. Lo racconta a NOS Magazine l’ex consigliere provinciale altoatesino Donato Seppi che guida per il secondo mandato il Comune di Ruffrè Mendola.

Sindaco, come è iniziato questo nuovo mandato amministrativo?

Stiamo procedendo tra mille problemi, non ultimo il flagello del Covid che sta colpendo specialmente il settore turistico. Stiamo facendo il possibile, tenendo presente il controllo del territorio senza però avere possibilità di movimento come amministratori.

Cosa intende?

Se, ad esempio, mi accorgo che una ventina di persone sono in un bar che dovrebbe rimanere chiuso, come sindaco non ho l’autorità di verificare se la situazione non sia conforme ma devo rivolgermi alle forze dell’ordine. Questo è un grosso problema.

Quali sono gli obiettivi e gli interventi prioritari dell’amministrazione?

Stiamo ultimando le opere importanti che abbiamo avviato la scorsa legislatura intervenendo su temi urbanistici, della sicurezza, del risparmio energetico. Proseguiamo su questa strada. I problemi grossi sono dati dalla burocrazia che rallentano i processi anche se come amministrazione cerchiamo di essere il più celeri possibile. Ci auspichiamo anche una modifica della legge urbanistica (la cosiddetta legge Gilmozzi, ndr) che oggi è un impedimento allo sviluppo economico del nostro territorio.

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Per noi, e per altri comuni, rappresenta un grosso problema: avremo dei terreni da fabbrica che non possono essere usati per costruirvi seconde case a causa delle limitazioni di questa legge. Sono consapevole che ci debba essere un controllo sull’edificazione, ma credo che il problema vada affrontato in maniera diversa.

Qual è la sua proposta in questo senso?

I sindaci hanno la funzione di sviluppare il territorio. Lasciamo che siano le amministrazioni a decidere se e come devono avvenire gli investimenti. Ogni territorio è diverso dall’altro. Ci sono zone che non hanno avuto un elevato sviluppo urbanistico, altre dove è corretto che vada a incidere la Gilmozzi. Fatta la norma generale, lasciamo quindi che siano i consigli comunali a decidere se applicarla o meno, se lasciare libera l’iniziativa, naturalmente entro certi limiti. Noi abbiamo la capacità di valutare.

La sua amministrazione è impegnata anche che per il rilancio della Mendola.

I progetti ci sono e c’è la volontà dei Comuni di investire sulla stazione sciistica. Con la Provincia ci sono sempre delle battute d’arresto e ci fanno patire dal punto di vista burocratico. Non c’è snellezza. Sulla stazione, inoltre, abbiamo diversi tipi di investimento da parte dei privati. L’amministrazione sostiene sempre l’iniziativa privata quando c’è. Vedo che qualcosa in questo senso si sta muovendo soprattutto sul fronte alberghiero.

Anche grazie al Bonus 110%?

Il bonus è una fesseria. Perché non è vincolato agli aspetti sociali e alla costruzione della prima casa, lo si sta erogando a tutti anche a quelli che hanno possibilità economiche elevate. Questo sta inflazionando il mercato edile: gli artigiani che in questo momento stanno diventando matti per soddisfare tutte le richieste, reclutando anche manodopera dall’estero, tra cinque anni si troveranno senza lavoro. È stata creata un’accelerazione sul lavoro per portare a un rallentamento nel futuro.

Gli impianti di Joy sono stati tra i pochi che quest’inverno hanno potuto lavorare grazie agli sci club. Che stagione è stata?

Sul Monte Nock abbiamo una pista nera per lo slalom speciale molto apprezzata. Abbiamo lavorato molto bene con gli sci club dell’alta e della bassa Val di Non e abbiamo soddisfatto le esigenze di tutta la valle a dimostrazione del valore sociale e agonistica che rivestono le nostre strutture. Di questo siamo orgogliosi.

Ruffrè Mendola è un comune di confine.

Siamo perfettamente consapevoli che condividiamo la Mendola con la bassa Atesina: Appiano, Caldaro, Termeno vedono nella Mendola, con il Roen e il Penegal, la loro montagna. Grazie alla funicolare tantissimi turisti salgano fino al passo. Collaboriamo benissimo con i tre sindaci.



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