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Mezzana cerca il rilancio di Marilleva 1400 (14)

mer 14 apr 2021 20:04 • By: Lorena Stablum

A poco più di sei mesi dalle elezioni comunali, NOS Magazine intraprende un viaggio tra i comuni delle valli del Noce, ascoltando le voci dell’amministrazione e, dove presente, della minoranza. Stavolta andiamo a Mezzana

MEZZANA. Turismo, rilascio di Marilleva 1400 e una viabilità alternativa al passaggio in centro abitato. Sono queste le priorità individuate dall’amministrazione comunale di Mezzana, guidata per il secondo mandato da Giacomo Redolfi. Nell’illustrare i progetti futuri e le iniziative, il primo cittadino evidenzia anche come sia sempre più complicato per i Comuni portare avanti l’azione amministrativa: “C’è bisogno di sburocratizzare” dice.

Sindaco la sua è un’amministrazione in continuità. Quali sono i temi prioritari su cui state lavorando?

Tra gli aspetti più importanti per la nostra comunità c’è sicuramente lo sviluppo dell’economia turistica con la riqualificazione del tessuto imprenditoriale e urbano di Marilleva 1400. L’obiettivo è rilanciare sul mercato una località che ha segnato la storia della Val di Sole ed è ciò che abbiamo cercato di fare con la precedente amministrazione provinciale, promuovendo studi di fattibilità e un bando multidisciplinare di livello europeo per individuare possibili soluzioni, e che stiamo continuando a fare con l’attuale Giunta provinciale. Nel frattempo, l’amministrazione comunale, nell’ambito delle proprie competenze, sta realizzando infrastrutture per migliorare l’offerta e l’esperienza legata alla stazione in quota. Quest’anno, ad esempio, partirà la realizzazione dell’illuminazione di due chilometri della passeggiata nel bosco e stiamo lavorando per creare una piazzola dell’elicottero H24. Soprattutto continua il nostro impegno per portare l’attenzione sulla località e per riuscire ad attrarre nuovi investimenti che portino davvero a una sua riqualificazione, anche se a volte su questo ci sentiamo un po’ soli.

Un altro tema importante per Mezzana è legato alla viabilità: più volte lei ha evidenziato la necessità di trovare soluzioni per portare il traffico fuori dal centro abitato.

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È imprescindibile trovare un modo per superare l’abitato di Mezzana ipotizzando un passaggio in galleria. Ciò consentirebbe di salvaguardare il poco territorio rimasto in fondovalle, limitato da vincoli idrogeologici e chiuso dalle infrastrutture esistenti come la ferrovia, la pista ciclabile o elettrodotti. Il tema del futuro sta proprio in come sapremo programmare l’utilizzo del territorio in un'ottica di sviluppo infrastrutturale, ma anche abitativo. In questo caso, abbiamo la necessità di rimettere in gioco il patrimonio urbanistico esistente riqualificando i centri storici.

Sindaco, la ferrovia Trento Malé oggi arriva a Mezzana, ma il progetto in passato era quello di portarla fino a Fucine. È ancora così o tutto è ormai fermo?

Qualche ragionamento si sta facendo in un contesto più ampio, con l’obiettivo, cioè, che si possa prevedere un collegamento con la Val Camonica. Personalmente, sono favorevole al proseguimento della tratta, bisogna però capire gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Una ferrovia richiede un importante sacrificio di territorio. Questo è giustificabile se il progetto è accompagnato dall’effettiva creazione di servizi che consentano una fruizione reale e concreta del treno.  Alla Provincia e a Trentino Trasporti avevo lanciato questa sfida già in occasione dell’inaugurazione del prolungamento fino a Mezzana (era il 2016, ndr). Mi pare che finora non sia stata raccolta.

Quali sono invece i progetti che interessano le frazioni di montagna?

Proseguiamo con quanto attuato finora per la loro integrazione rispetto alla vita sociale e per la creazione di servizi. Sono davvero soddisfatto di quanto fatto perché l’attenzione che abbiamo dedicato alle nostre frazioni sta dando i suoi frutti. Le azioni messe in campo dall’amministrazione aggiunte a un contesto socio economico favorevole hanno bloccato, prima, il fenomeno dell’emigrazione da questi paesini di montagna e hanno fatto in modo, poi, che diverse giovani coppie abbiano scelto di viverci tanto che oggi contiamo più nati in queste frazioni che nel paese di Mezzana.

Tornando al turismo, è notizia di questi giorni il rallentamento del progetto di fusione delle tre società impiantistiche che fanno riferimento alla Skiarea. Cosa ne pensa?

Come è noto, l’operazione di salvataggio è nata dalla disponibilità di alcuni attori locali che, mettendo a disposizione delle risorse, hanno permesso alla Provincia di innestare un’azione pubblica: senza questa concreta volontà del territorio la Provincia non avrebbe potuto portare avanti il progetto. Questi operatori hanno investito i propri capitali sulla base di un protocollo che aveva tra gli obiettivi un approfondimento e una verifica delle condizioni che potevano portare a una fusione. Oggi è evidente che ci siano delle difficoltà tangibili, ma mi auguro che la Provincia faccia la sua parte per trovare una soluzione e per esprimere una risposta doverosa verso chi ha portato avanti degli investimenti sulla base di quell’accordo.

Ma lei, così su due piedi, come la vedrebbe una fusione tra le tre società?

In termini ideologici, mi pare che il mercato spinga per andare in questa direzione e mi auguro che ciò sia possibile anche da punto di vista tecnico finanziario. Naturalmente, ci sono elementi tecnici, finanziari, di equilibrio tra le società e i soci che vanno contemperati. Credo che comunque nell’interesse collettivo delle due valli la fusione sia un’ipotesi che va valutata attentamente e ha la necessità di un approfondimento importante. 



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