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Covid-19: il fronte caldo delle case di riposo

gio 26 mar 2020 • By: Alberto Mosca

Nella Apsp di Pellizzano, ad oggi 12 ospiti sono positivi

L'Apsp di Pellizzano

Case di riposo: un fronte caldo. Sul fronte della lotta contro la pandemia, quello delle Rsa (acronimo di residenza sanitaria assistenziale), rappresenta una linea strategica. La situazione delicata all’interno delle strutture è ben testimoniata dal numero di casi registrati, a oggi 221 su 2122; circa il 10% del totale.

La conferenza stampa di aggiornamento quotidiano della situazione in Trentino del 26 marzo è stata l’occasione per il dott. Enrico Nava, direttore per l’Integrazione socio-sanitaria dell’Apss, da noi sollecitato, per tracciare il punto della situazione nella Apsp “A.Bontempelli” di Pellizzano:

“A oggi – ha confermato Nava – registriamo 12 contagiati Covid-19; invece, il decesso avvenuto nella struttura non è ascrivibile a Covid-19”.

L’immobile che accoglie l’Apsp è situato a Pellizzano in Via dei Baschenis n. 6 ed ha subito nel tempo diverse ristrutturazioni di cui l’ultima iniziata nel 1997 ed ultimata nel 2004. La struttura dispone di 38 stanze letto suddivise in 32 stanze doppie e 6 stanze singole, tutte dotate di servizi igienici autonomi. Oggi accoglie una settantina di ospiti.

Oggi è possibile sostenere l’attività della struttura, per affrontare l’emergenza e acquistare dispositivi di protezione individuale, con una donazione:

IBAN   IT 23 H 08163 35210 000070305500 – causale: Emergenza Covid-19

La storia della struttura di Pellizzano affonda le proprie radici nel 1900: essa si lega alla figura di Antonio Bontempelli, avvocato che in quell’anno fu il massimo benefattore, con Emilia Borghesi vedova Ambrosi e la comunità, della costruzione di un asilo-casa di riposo destinato all’“educazione precoce dell’Infanzia e assistenza alla vecchiaia povera ed impotente”, il cui statuto venne approvato nel 1905.

Il personale dell'Apsp di Pellizzano lo ripete #iorestoacasa

L’edificio venne inaugurato nel 1907 e negli anni della Grande guerra funse da ospedale militare. Successivamente, e fino al 1963, l’edificio accoglieva diversi servizi della Comunità: asilo infantile, scuole elementari, ricovero anziani, ambulatorio medico, uffici comunali, magazzini vigili del fuoco e l’appartamento delle Suore di Maria Bambina. La realizzazione di nuovi edifici per l’accoglienza delle scuole elementari e del municipio svuotarono l’immobile dell’importanza sociale fin ad allora avuta. Nel 1968, con decreto del Presidente della Giunta Regionale, la Fondazione venne separata in due distinte Fondazioni: Asilo Infantile “dott. A. Bontempelli” di Pellizzano e Casa di Riposo “dott. A. Bontempelli” di Pellizzano e sempre nel 1968 vennero approvati i relativi Statuti che disciplinarono l’attività delle IPAB fino al 1992. Lo storico edificio venne demolito nel 1972 per arrivare nel 1976 all’inaugurazione del nuovo, rinnovato e ampliato nel 1980, nel 1985 e in modo consistente tra il 1997 e il 2004.


Un messaggio di speranza #andràtuttobene

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