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Emanuela Abram: Investiamo in sicurezza, scuola, territorio (18)

dom 18 apr 2021 18:04 • By: Alberto Mosca

A poco più di sei mesi dalle elezioni comunali, NOS Magazine intraprende un viaggio tra i comuni delle valli del Noce, ascoltando le voci dell’amministrazione e, dove presente, della minoranza. Stavolta andiamo a Sarnonico

SARNONICO. Per Emanuela Abram, sindaca riconfermata di Sarnonico, la seconda consigliatura contiene il valore di una importante continuità. Al netto delle difficoltà e dei rallentamenti nell’azione amministrativa imposte dalla pandemia, numerose sono le opere in fase di realizzazione che pongono il comune dell’Alta Anaunia come punto di riferimento anche per alcuni dei propri vicini.

A sei mesi dalle elezioni comunali, qual è il punto della situazione?

Siamo operativi con la ristrutturazione di casa Bolego, importante immobile che ospiterà la caserma dei carabinieri dell’alta Val di Non. In prospettiva questa sede andrà a sostituire quelle di Cavareno e Fondo, offrendo un superiore servizio di presidio; altra opera importante è il trasferimento dell’asilo nido in una struttura comunale che andrà a sostituire quella attuale di proprietà privata; ancora, siamo in attesa del finanziamento provinciale per l’ampliamento e il consolidamento della scuola materna e della scuola elementare. Si tratta di un’opera generale di riorganizzazione degli spazi scolastici del comune che permetterà di raddoppiare la capacità dell’asilo nido.

Inoltre, abbiamo già finanziato l’intervento sull’acquedotto e il rifacimento dell’opera di presa d’acqua potabile che serve noi, Cavareno e Dambel.

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Si tratta di un intervento fondamentale per evitare sprechi idrici. Infine, una priorità è data dalla messa in sicurezza della viabilità a servizio della zona commerciale e artigianale: essa negli ultimi anni è cresciuta notevolmente, creando evidenti problemi alla viabilità locale, che ora andremo a risolvere.

In una prospettiva di legislatura, quali sono le opere che ha più a cuore?

Sicuramente la riorganizzazione degli edifici scolastici e la sistemazione di casa Bolego. Quest'ultima l'abbiamo avviata nel corso del primo mandato e la portiamo avanti superando numerosi ostacoli. Si tratta per Sarnonico di un grande obiettivo, dare a questo grande e prestigioso edificio un utilizzo dopo 40 anni di abbandono. Inoltre vorrei dare concretezza ad una valorizzazione complessiva del nostro territorio, ricco di bellezze naturali, storiche, artistiche. Esse vanno messe in rete a livello di Valle e fatte conoscere, per puntare ad un turismo di qualità, ambizioso e improntato alla sostenibilità, in una prospettiva di sinergia e reciproca valorizzazione con gli altri comparti economici, in passato spesso in contrapposizione.

Nel corso del suo primo mandato, Sarnonico ha lasciato l’Unione Alta Anaunia. Inoltre, l’alta Val di Non ha vissuto negli anni scorsi una travagliata stagione di fusioni comunali tentate e mai riuscite: si tratta di uno scenario superato?

Dipende dall’aria che tira a Trento, nei palazzi della politica provinciale. Ma tengo a sottolineare che il problema non è nelle fusioni in sé, ma nelle modalità: in questi anni abbiamo visto leggi su leggi susseguirsi in maniera frenetica, senza una visione generale. L’unico parametro erano diventati i costi, con il dito puntato in particolare contro quelli della politica, senza contare che amministrare un comune significa soprattutto responsabilità. Quando la fusione era di moda noi abbiamo analizzato bilanci e delibere, verificando che tutti questi sbandierati risparmi non ci sarebbero stati e anzi, che ad un comune più grande sarebbe corrisposta una maggiore lentezza nella risposta amministrativa ai cittadini. Per questo, per alcuni siamo passati per campanilisti. In realtà la fusione non è l’unica strada: prima di tutto abbiamo bisogno di dialogo e collaborazione su progetti comuni. In questo senso, gli interventi di tutela degli spazi naturali dei Pradiei e del rio Moscabio che stiamo portando avanti in maniera unitaria e condivisa con i comuni dell'Alta Valle sono l'esempio tangibile che ciò è possibile.



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