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Dante era noneso?

mer 01 apr 2020 08:04 • By: Alberto Mosca

Una recente scoperta d’archivio apre scenari straordinari

Giusto una settimana fa tutta Italia ha celebrato il Dantedì. Era il 25 marzo e oggi, una nuova straordinaria scoperta d’archivio getta una luce del tutto nuova e inedita sulla storia di Dante e della sua famiglia.

Merito, modestamente, di chi scrive: nonostante il forzato isolamento, la possibilità di consultare in rete alcuni importanti fondi archivistici ha permesso, complici le lunghe giornate a casa, una scoperta sensazionale.

In un antico archivio privato di Maso Milano infatti, è emerso un atto, finora rimasto ignoto a tutti, che inequivocabilmente porta nel territorio di Campodenno, precisamente a Lover, le origini della famiglia di Dante Alighieri.

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L’atto, datato 1/4/1144, riferisce della fuga precipitosa con cui tale Biadino degli Alighieri, figlio del fabbro Alighiero “de Lovero”, dovette abbandonare la propria casa di Lover e trovare rifugio addirittura nella lontana Firenze.

Il motivo della fuga è presto detto: ancora una volta, come spesso accade nella storia, si trattò di motivi politici, ovvero l’inimicizia con un agguerrito clan di Quetta, capitanato da un celebre e attivissimo capopopolo, Franchino detto “il Breve”.

Una veduta aerea di Castel Belasi, nel comune di Campodenno

Biadino si stabilì a Firenze e qui praticò la sua arte di fabbro, proseguendo una stirpe che, un secolo e mezzo dopo, nel 1265, vide fiorire la stella del Sommo Poeta.

E come sappiamo, la fuga per motivi politici ricorse ancora nelle vicende della famiglia di origine anaune: lo stesso Dante infatti, “ghibellin fuggiasco”, nel 1302 venne esiliato da Firenze.

A quando una piazza Dante a Campodenno, Lover, o a Quetta, o dove vi pare? O un gemellaggio con Firenze?



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