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Fiume Noce e sentenza del Tribunale delle acque: «La Provincia farà ricorso?»

mer 07 lug 2021 10:07 • Dalla redazione

Salvatore Ferrari: «Ci sono validi motivi per non staccare la concessione»

CALDES. Sta facendo discutere la sentenza emessa dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche che ha deciso di accogliere il ricorso della Società Studio Tre srl contro la Provincia autonoma di Trento in materia di concessione a derivare acqua dal fiume Noce, in bassa Val di Sole, a scopo idroelettrico (Qui l'articolo).  

Fa discutere, ma soprattutto preoccupa quanti, nell’ultimo decennio, hanno lavorato e si sono impegnati per arrivare a una tutela del corso d’acqua della Val di Sole, almeno in quei tratti rimasti naturali. Tra questi, c’è anche Salvatore Ferrari, membro fondatore del Comitato permanente di salvaguardia del fiume Noce, già presidente di Italia Nostra e cittadino della Val di Sole e di Caldes, che in una lettera inviata all’Avvocatura della Provincia e per conoscenza anche al Governatore Maurizio Fugatti e ai consiglieri provinciali chiede informazioni sulle decisioni che la Provincia ha assunto in merito alla sentenza del Tribunale.

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“La decisione del TSAP è stata assunta a Roma, nella camera di consiglio (presidente, dott. Giuseppe Napoletano; relatore dott. Oreste Mario Caputo) il 21 ottobre 2020, ma la sentenza è stata depositata in cancelleria il 22 febbraio 2021 – scrive Ferrari -. Come Solandro, e come cittadino impegnato da decenni (il mio primo articolo su questo argomento è stato pubblicato su “Cives”, il notiziario comunale di Caldes, nel 1998) per la salvaguardia del fiume Noce, vorrei gentilmente sapere se la Provincia autonoma di Trento ha deciso, entro i termini previsti dalla legge, di presentare ricorso alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione contro questa decisione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. L'atto impugnato dal ricorrente, la deliberazione n. 262 del 28 novembre 2018 firmata dal dott. Franco Pocher, all'epoca dirigente del Servizio Gestione Risorse Idriche ed Energetiche (Aprie) della Provincia autonoma di Trento, contiene infatti valide motivazioni per il rigetto dell'istanza presentata dalla società privata il 14 gennaio 2008 (pratica C/13644). È evidente, infatti, l'esistenza di prevalenti interessi pubblici a un uso diverso dell’acqua rispetto a quello idroelettrico. Il rilascio di concessioni per nuove derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico, sul tratto solandro del fiume Noce, metterebbe a rischio la qualità di questo delicato e straordinario ecosistema acquatico, ma anche la navigabilità del fiume e la pratica degli sport fluviali, con inevitabili ricadute negative sull'economia turistica e sull'occupazione della Valle”. 



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