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Fiume Noce, l'istruttoria è da rifare

mer 15 set 2021 09:09 • Dalla redazione

Tonina in risposta all'interrogazione di Marini: «La natura della sentenza del tribunale delle acque non consentiva il ricorso»

VAL DI SOLE. È definitiva la sentenza del Tribunale superiore delle acque pubbliche che ha accolto il ricorso di presentato dalla società Studio Tre srl contro il diniego opposto dal Servizio gestione risorse idriche ed energetiche all'istanza del 14 gennaio 2018 di derivazione del fiume Noce “d'acqua ad uso idroelettrico con portata massima di 7.000 litri al secondo” (Qui l'articolo).

La Provincia ha, infatti, deciso di non impugnare il provvedimento visto la natura della sentenza. Le motivazioni sono contenute nella risposta data dal vicepresidente Mario Tonina all’interrogazione depositata dal consigliere Alex Marini (Movimento 5 Stelle). “Il TSAP ha accolto il ricorso e annullato la determinazione dirigenziale in oggetto per vizi procedimentali e per difetto di motivazione, ritenendo non adeguatamente motivati i pareri negativi resi in conferenza di servizi dalle strutture interessate e sulla base dei quali è stato adottato il diniego della domanda di concessione – si legge -.

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L’amministrazione è tenuta a conformare la propria azione alla sentenza e ai principi nella stessa indicati, nel senso di dover rinnovare l’istruttoria, ove non vi siano preclusioni di legge, depurandola dei vizi rilevati dal Tribunale e rimanendone impregiudicato l’esito. La sentenza è stata resa dal TSAP in sede di legittimità ai sensi dell’art. 143 T.U. acque e avverso la stessa è ammesso ricorso alla Cassazione Sezioni Unite solo per motivi di giurisdizione che, nella fattispecie, non sussistono”. La Provincia dovrà perciò provvedere ad avviare una nuova istruttoria.

Nel documento Tonina, quindi, risponde anche alla domanda di Marini se vi sia l’intenzione “di adottare provvedimenti amministrativi di competenza al fine di aggiornare il piano di tutela delle acque della Provincia e introdurre parametri per la valutazione dell'impatto ambientale che considerino i servizi eco sistemici e possano essere utilizzati per l'esame delle richieste di rilascio di concessione di derivazione a uso idroelettrico, anche al fine di superare i rilievi del Tribunale Superiori delle Acque Pubbliche rispetto all’insufficienza dei dati tecnici alla base del diniego della Provincia all’istanza della società”.

Tonina spiega, infatti, che è in corso l’elaborazione di un nuovo Piano di Tutela delle acque (PTA), che andrà a riordinare la disciplina sotto tre aspetti: “individuare i criteri ambientali da considerare non superabili per garantire il raggiungimento e il mantenimento dei servizi che sono offerti dell'ecosistema acquatico (superficiale e sotterraneo) a seguito dei processi naturali che ivi insistono” […]; “ricondurre alla valutazione ex ante i criteri che garantiscono il raggiungimento e il mantenimento degli obiettivi di qualità ai sensi della direttiva quadro acque”; “estendere la valutazione per criteri ambientali non superabili anche agli usi diversi dall’idroelettrico e in particolare nel caso di nuove domande o varianti assoggettabili al procedimento di valutazione ordinaria”.



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