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Colture intensive, Tret dice no

dom 31 ott 2021 15:10 • By: Lorena Stablum

Oltre il 75% dei residenti nella frazione di Borgo d'Anaunia sottoscrive la petizione

TRET. I cittadini di Tret dicono di no alle colture intensive. Nei giorni scorsi, l’associazione dell’alta Val di Non Futuro Sostenibile ha depositato negli uffici comunali di Borgo d’Anuaunia a nome dei residenti della frazione una petizione nella quale si chiede all’amministrazione comunale di regolamentare e tutelare il paesaggio contrastando l’avanzata delle colture intensive: in particolare si chiede di inserire nel piano regolatore comunale e nelle norme regolamentari a esso connesso il divieto di posa di pali di sostegno di qualsiasi tipo e materiale per culture intensive, il divieto di posa di reti antigrandine e il divieto di realizzazione di serre e tunnel a carattere sia permanente che stagionale escluse quelle di ridotta superficie per uso di orti familiari.

La petizione è stata sottoscritta dal 75% degli aventi diritto al voto residenti nel paese dell’alta val di Non: 116 cittadini residenti a Tret, 42 proprietari di case per le vacanze, 34 proprietari terrieri residenti e da altre 312 persone interessate.

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Il loro obiettivo è quello di tutelare, salvaguardare e valorizzare il paesaggio dal momento che, si legge nella petizione, “l’area a destinazione agricola di Tret è sempre stata ed è tuttora un'area caratterizzata da cultura estensiva in gran parte a prato e attività foraggere, necessario supporto dell'attività zootecnica prevalente nella zona e fonte di materia prima per la produzione nel settore lattiero caseario di rilevante importanza economica per tutta l'alta Val di Non. Inoltre, si fa presente nel documento, che “i prati fioriti di Tret hanno un particolare valore paesaggistico in quanto ricchi di specie degne di attenzione cura e valorizzazione”, che “il territorio di Tret per il suo valore paesaggistico e ambientale costituisce un concreto supporto alle iniziative di valorizzazione turistica dell'intera valle ed è di rilevante importanza per tutte le attività ricettive e il relativo indotto” e che “il territorio agricolo prativo è posto a corona dell'insediamento abitato e a margine del contesto forestale e rappresenta un valore inestimabile non solo per la comunità locale ma per l'intera valle”. 

La tutela di queste zone, quindi, per i promotori della raccolta firme, si può realizzare solo “attraverso l’inedificabilità in campagna, quale elemento di garanzia del mantenimento dei caratteri esistenti nonché attraverso il divieto di attivare iniziative agricole di carattere intensivo per non danneggiare, snaturare o svilire i caratteri paesaggistici del territorio”. Le attività orticole tradizionali e quelle a seminativo connesse con la normale rotazione culturale, i tipici orti delle zone di montagna e i manufatti di limitate dimensioni a prevalente uso familiare, si ritengono invece compatibili con la cura e la conservazione del valore del territorio. 



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