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Subintensive, manca il personale

lun 10 gen 2022 12:01 • By: Lorena Stablum

La denuncia di Paolo Zanella (Futura): «Non si può continuare a mettere in piedi interventi senza una visione e una capacità pianificatoria e progettuale»

CLES. Il consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella torna su un tema particolarmente delicato com'è quello della sanità trentina. In questo caso, il consigliere, in un'interrogazione, prende in esame il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera della Provincia di Trento e in particolare investimenti previsti sulla struttura ospedaliera di Cles. Qui, in base alla rimodulazione del piano approvata dalla giunta provinciale il 30 luglio 2021 (delibera n. 1287), i posti letto di rianimazione previsti in origine sono stati convertiti in posti letto di terapia sub-intensiva “vista l'impossibilità logistica di garantire l'operatività - ma anche l'appropriatezza - di una unità operativa di rianimazione in un contesto di ospedale di valle”, scrive Zanella che aggiunge come “dei 16 posti letto di semintensiva previsti all'ospedale di Cles, gli 8 previsti nell'U.O. di Medicina sono già in allestimento e andranno a sostituire i 5 di alta intensità già esistenti, mentre per gli 8 posti sub-intensivi per il post-operatorio chirurgico e ortopedico dovrebbero partire i lavori a breve”.

Ciò che preoccupa il consigliere è la carenza di personale (un problema che affligge la sanità a livello trentino ma anche nazionale) che, spiega Zanella, renderà difficile «riuscire a coprire turni di lavoro per garantire un'adeguata assistenza in una degenza di sub-intensiva, che necessita di rapporto operatori/pazienti maggiore”.

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“Il rischio per queste subintensive finanziate da fondi statali - aggiunge Zanella - è lo stesso che si corre per le Case della Comunità e gli ospedali di comunità finanziati dal Pnrr: realizzare e rinnovare delle strutture, ma poi non avere il personale in numeri e funzioni adeguate per dare risposte appropriate e sicure ai bisogni per i quali quelle strutture sono state create. È evidente la mancanza di visione di questa giunta. Credo che una Provincia che voglia esercitare in modo pieno la propria Autonomia prima debba pianificare e pensare a quale modello di sanità vuole mettere in atto e, poi, debba muoversi per trovare accordi con lo Stato che portino alla concretizzazione di quella strategia. Non ci si può limitare a ottenere i finanziamenti e seguirne pedissequamente, quindi, le prescrizioni. In questo modo, si rischia di sprecare del denaro pubblico che potrebbe essere investito in modo più rispondente ai bisogni della popolazione”.

Ma Zanella manifesta anche un'altra perplessità circa la realizzazione di una sub-intensiva chirurgica-ortopedica a Cles: “Strutture di questo tipo in ambito chirurgico non sono presenti in nessun altro presidio ospedaliero provinciale - evidenzia ancora - ed è quindi scontato chiedersi che tipologia di utenza e che tipo di interventi si pensa di effettuare a Cles”. Da queste premesse le domande di Zanella mirate a sapere se gli organici di personale siano attualmente adeguati, se i posti di alta intensità della medicina di Cles - assimilabili alla subintensiva - abbiano personale dedicato e in che rapporto personale/pazienti; quale rapporto medico/paziente, infermiere/paziente e OSS/paziente si pensa di adottare nelle due semintensive e quale tipologia di interventi chirurgici e ortopedici si pensa di implementare a Cles; quanti medici, infermieri e OSS in più serviranno per gestire la nuova organizzazione ed, eventualmente, come si farà a reperirne in numero adeguato.



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