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Un Ddl Montagna che valorizza il ruolo dell’agricoltura

ven 11 mar 2022 10:03 • Dalla redazione

Coldiretti Trentino Alto Adige accoglie con soddisfazione l’approvazione del documento

TRENTO. “Il via libera al ddl sulla montagna risponde al bisogno di garantire più innovazione, ambiente e infrastrutture nei territori montani valorizzando il ruolo fondamentale degli imprenditori agricoli nelle attività di presidio a salvaguardia del patrimonio idrico e boschivo contro il rischio di incendi e di dissesti di natura idrogeologica”.

Questo il commento del presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi che “ringrazia il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Maria Stella Gelmini per l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del disegno di legge sullo sviluppo e la valorizzazione delle zone Montane che introduce misure, anche fiscali, per sostenere la crescita dei Comuni montani e per contrastarne lo spopolamento”.

Scopo del provvedimento è quello di sviluppare e valorizzare la montagna e creare le condizioni affinché i giovani decidano di restare, in modo tale che gli oltre 4mila comuni che in Italia sorgono su territori montani oltre a un passato fatto di storie e tradizioni possano avere anche un futuro.

valli del noce

“L’approvazione del decreto -aggiunge Barbacovi- avviene proprio in concomitanza con la grande mobilitazione che ha visto più di 500 agricoltori manifestare a Trento per dire no alla guerra ma anche per denunciare le gravi problematiche che stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura, in un momento in cui la guerra ha aumentato le difficoltà soprattutto per gli allevamenti a causa della carenza di cibo per gli animali, aggravando una situazione già drammatica a causa di speculazioni e caro prezzi”.

Il ddl introduce soluzioni ad ampio spettro, a cominciare da misure fiscali di favore per le imprese montane “giovani”. Ma anche un credito di imposta, in misura pari al 10% del valore degli investimenti effettuati negli anni dal 2022 al 2025, per gli imprenditori agricoli e forestali che esercitano la propria attività nei comuni montani e che investono nel miglioramento delle pratiche di coltivazione e gestione benefiche per l'ambiente e il clima. Sono inoltre previste soluzioni per favorire i servizi di telefonia mobile e l'accesso ad internet.

“Abbiamo sempre sottolineato -ricorda Barbacovi- l’importanza dell’agricoltura di montagna, non soltanto per favorire l’economia nei territori periferici, ma anche per contrastare lo spopolamento, il degrado ed il dissesto idrogeologico”.

L’approvazione del ddl sulla montagna rappresenta un’opportunità anche per ridurre la dipendenza dal gas russo, resa ancora più evidente dalla guerra in Ucraina, valorizzando l’uso del legno per la produzione di energia nazionale. 

I boschi possono contribuire allo sviluppo di un’economia locale – spiega la Coldiretti - incentrata sui principi della transizione ecologica e dell’economia circolare attraverso l’incentivazione del teleriscaldamento a biomassa che consente di garantire autonomia energetica, soprattutto termica, nelle zone montane non ancora raggiunte dalle reti gas.

La promozione del settore della produzione di calore ed elettricità rinnovabile – ricorda Coldiretti - può, tra l’altro, contare su circa 130 impianti operanti sul territorio nazionale per un totale di 453 MW di potenza a biomassa e con un risparmio di circa 200.000/300.000 tonnellate di CO2 all’anno.

I boschi costituiscono inoltre anche un serbatoio naturale per il sequestro del carbonio contribuendo a mitigare gli effetti del riscaldamento globale, ma pure un patrimonio ricco di biodiversità – evidenzia la Coldiretti - dal quale si ottengono legname e prodotti del sottobosco, funghi, tartufi, mirtilli, piccoli frutti e castagne, pinoli e fauna selvatica, oltre che un volano di promozione turistica.

L’Italia può contare infatti su oltre 7500 agriturismi situati in montagna – conclude Coldiretti - dove svolgono una funzione centrale a sostegno del turismo sostenibile essendo fortemente integrati nel territorio montano del quale seguono i ritmi con l’attività di coltivazione e di allevamento e ne tutelano l’identità anche nell’offerta enogastronomica.



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