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Il crossodromo di Coredo è da riconvertire

dom 05 giu 2022 09:06 • By: almo

La presa di posizione di Italia Nostra: impossibile la convivenza con luoghi come la basilica di Sanzeno e il santuario di San Romedio

COREDO. Riconvertire il crossodromo di Coredo: questa la richiesta che viene da Italia Nostra Trento. “Rilanciamo il tema della incongruenza della presenza di tale impianto, fonte di inquinamento acustico, in una zona del Trentino vocata alla frutticoltura e al turismo”, si legge in un comunicato, che ricorda come esso sia posto in una “conca che dà le spalle al paese e che invece si apre verso il territorio di Sanzeno dove, oltre a diversi nuclei urbani storici ed ampie zone residenziali di recente costruzione, sorge la Basilica dei SS. Martiri (a 500 m dal crossodromo) e il suggestivo Santuario di San Romedio (a 1 km dal crossodromo).

Dopo la riapertura, limitata, seguita a due anni di stop causa pandemia, l’affare del crossodromo torna alla ribalta: “Limitare l’uso dell’impianto sportivo a quanto prescritto dagli atti di valutazione è il minimo intervento necessario.

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Italia Nostra ritiene invece che sarebbe opportuno rivedere immediatamente le modalità di utilizzo escludendo già da subito l’impattante azione dei motori, a cui è già riservata una adeguata e funzionante struttura, che ospita competizioni anche internazionali, nella zona di Pietramurata”.

“La popolazione – si legge ancora - deve essere tutelata, anche sotto l’aspetto della quiete dei luoghi di abitazione e di vita ed è logica la contrarietà dei frequentatori dei luoghi sacri della Basilica dei SS. Martiri e del Santuario di San Romedio”.

“La convivenza di due realtà così diverse è impossibile” conclude Italia Nostra, e il passo lo deve cedere il crossodromo: “Perché penalizzare un sistema storicizzato, qualificante, importante, perfettamente compatibile con le altre attività del territorio ed in via di notevole espansione per introdurre una deturpazione paesaggistica ed ambientale? Come è possibile da una parte proporre la candidatura dell’inserimento del Santuario di San Romedio nel Patrimonio dell’UNESCO e dall’altra minare la sua stessa funzione con un impianto generatore di rumori fastidiosi, insopportabili e destabilizzanti?”



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