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Addio a Umberto Dallaserra, l'ultimo reduce

ven 19 ago 2022 09:08 • By: Alberto Mosca

A quasi 101 anni ha posato lo zaino l'ultimo alpino delle valli del Noce reduce della Seconda guerra mondiale

Un giovane Umberto Dallaserra

RABBI. Quasi un anno fa, il 21 ottobre 2021, aveva compiuto il secolo di vita. Nei giorni scorsi, la comunità di Rabbi ha dato l’estremo saluto a Umberto Dallaserra, l’ultimo reduce della Seconda guerra mondiale tra gli alpini delle valli del Noce.

Nato a Piazzola nel 1921, Dallaserra era stato festeggiato, in occasione del centesimo compleanno, dagli alpini con una targa ricordo offertagli dal consigliere di zona Ciro Pedergnana e da Maurizio Zanon. Nei ricordi dell’anziano reduce, raccolti dopo il centenario da Grazia Zanon, ritornano lucidamente i momenti salienti della sua guerra: dalla cartolina di precetto, ai campi di addestramento a Molveno e Levico, fino all’inquadramento nel battaglione Trento e alla partenza per il Montenegro e per la città di Pljevlja, con la 5° divisione alpina Pusteria, inquadrato nell’11° reggimento alpini.

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La battaglia dell’1-2 dicembre 1941 vide i partigiani di Arso Jovanovic e di Petar Cetkovic attaccare gli alpini della Pusteria, che dopo durissimi combattimenti respinsero l’attacco mantenendo il controllo della città, al costo di 300 caduti.

Ma a Plievlja nacque anche, il 2 dicembre 1943, la divisione partigiana Garibaldi, che combatté a fianco dell’esercito popolate di liberazione della Jugoslavia. Un monumento venne eretto nel 1983 con la presenza del presidente Sandro Pertini.

Un nome, quello di Pljevlja, che richiama una campagna, quella jugoslava, feroce, macchiata da atrocità compiute da entrambe le parti, che spesso i reduci preferirono dimenticare, tanto era stato l’orrore provocato e subito.

La targa ricordo a Dallaserra (al centro) da parte di Ciro Pedergnana e Maurizio Zanon

Dopo di che, dal 1942, la guerra di Dallaserra proseguì in Francia: fu a Grenoble che venne colto dall’armistizio dell’8 settembre 1943: catturato dai tedeschi, visse quindi tre lunghi anni di prigionia, fino al ritorno in Val di Rabbi, al matrimonio e la costruzione di una famiglia di cinque figli.



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