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Sui pedali, lungo la frontiera nascosta

mar 27 ott 2020 • By: Sergio Zanella

NOS in ebike alla scoperta del Deutschnonsberg

I verdi prati del Deutschnonsberg con Proves/Profeis sullo sfondo

“The hidden frontier”, la frontiera nascosta, è un pezzo di storia dell’etnografia delle Alpi pubblicato da John W. Wolf e Eric R. Cole nel 1974 che racconta le differenze culturali, linguistiche e strutturali dei paesi di Sankt Felix, nella Deutschnonsberg, e Tret, in Val di Non. A separare questi due paesi alpini non ci sono solo pochi km, bensì secoli di storia che hanno portato a diverse tradizioni e culture. La Val di Non è interessata anche da un’altra frontiera nascosta, che dista pochi km in linea d’aria, ovvero quella che divide i comuni tedescofoni di Lauregno e Proves dai paesi italofoni di Rumo e Tregiovo. Per assaporare le differenze culturali presenti tra queste due realtà abbiamo deciso di vivere una piccola full-immersion ciclistica, superando più volte il confine tra Trentino e Südtirol. Salito in sella alla mia e-bike ci siamo diretti verso Mostizzolo, ideale punto di partenza e arrivo del nostro minitour. Prima tappa è il comune di Rumo, raggiunto attraversando il mezzalone delle Maddalene dapprima tra i meleti e poi tra ciliegi e fitti boschi di conifere. Dopo 10 km di salita, impegnativa nel solo tratto che da Varollo porta a Preghena, eccomi rapidamente a Rumo, poco sotto quota 1000 metri. I meleti di Livo si scorgono in lontananza e ancor più in là ecco le fabbriche di Cles. È ormai arrivato l’autunno: le varietà antiche di meli e peri hanno già fatto cadere a terra i loro frutti e tra le poche persone che vedo al lavoro in campagna ecco un simpatico gruppetto di bambini (probabilmente delle scuole elementari) alle prese con la raccolta delle ormai mature pannocchie di mais. La gamba gira molto bene ma la voglia di affrontare le ripide pendenze che salgono verso Proves lungo il freddo imbuto solcato dal torrente Pescara è poca. Decido così di optare per un’altra ipotesi: affrontare le temibili volte che portano da Mocenigo verso il Passo Fresna (1462 m) passando per Lanza. La salita è davvero tosta e in un paio di occasioni sono costretto ad abbandonare la modalità Eco della mia e-bike per una propulsione elettrica più significativa. Nel giro di 4 km copro un dislivello di 500 metri, ma una volta arrivati in cima mi attende una lenta planata fino al paese di Proves. Tutto d’un tratto l’atmosfera cambia: ampie distese verdeggianti con una marea di animali al pascolo. Ci sono parecchi bovini di razza grigio alpina (come capiterà più tardi anche in quel di Tregiovo, dove però predominano le pezzate e le brune), ma a colpire è l’ingente quantità di capre e pecore (soprattutto Tiroler Bergschaf) cui è affidato il pascolamento dei terreni più impervi. Passato nel centro di Proves faccio dietrofront e, toccando i masi Buacha e Kofl, mi dirigo in discesa verso Corte Inferiore da una strada parallela rispetto a quella fatta in salita.

Masi lungo la discesa tra Proves e Corte Inferiore

Una volta tornato sulla strada principale di Rumo mi dirigo a est verso i Frari, punto di affluenza tra il torrente Pescara e il Rio dei Prati. A nord del ponte sul rio sono in Südtirol a sud sono in Trentino. Per circa un km percorro in salita la strada che porta verso il Passo Castrin e appena giunto in località Josl seguo la segnaletica che porta a Lauregno. La salita è costante per 3 km, alternando passaggi nel bosco a verdeggianti prati. Numerosi sono i masi incontrati e, dopo una svolta secca a sinistra, eccomi nel piccolo centro di Lauregno. Anche qui i contadini sono all’opera con la pulizia delle concimaie e con la conduzione al pascolo dei bovini giovani o in asciutta. La salita continua ancora per un km e dopo un'altra svolta secca a sinistra, poco prima della Forcella di Brez, ecco in discesa il bivio che conduce a Tregiovo. Sono costretti nel giro di un paio di minuti a chiedere indicazioni: al maso Pertmern mi rispondono in tedesco, alla località Miauneri in italiano. È il segno che sono tornati in Trentino. Ancora un km in discesa nel bosco ed ecco che si apre la conca di Tregiovo. Anche qui tanti sono i contadini all’opera: con evidenti segni della cultura zootecnica e assenza di quella frutticola. Il tempo per un paio di foto e via in discesa verso la provinciale che conduce a Revò. La discesa è assai varia: ripida fino all’immissione nella provinciale e estremamente pianeggiante fino alla parte alta dell’abitato di Revò. Da lì due stretti tornanti mi conducono attraverso meleti e vigneti sulla strada trafficata da trattori alle prese con il trasporto verso il magazzino delle mele Fuji. Il giro di circa 45 km tra Trentino e Südtirol è praticamente concluso, non resta altro che scendere fino al Ponte del Castellaz, giungere a Cles e poi, attraversò il Faè, fare ritorno a Mostizzolo. Tempo di percorrenza 2 ore e mezza e batteria da 700 watt usata per due terzi.


La verde conca di Tregiovo
In picchiata su Revò, con vista sul lago di Santa Giustina

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