TRENTO. “Come WWF Trentino-Alto Adige ODV esprimiamo una forte preoccupazione per l’evoluzione che il turismo invernale sta assumendo sulle nostre montagne. Un modello – si legge in un comunicato stampa - che sta progressivamente lasciando spazio a dinamiche di overtourism, con impatti sempre più evidenti sull’ambiente, sulle comunità locali e sulla qualità della vita. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati episodi che indicano come la gestione dei flussi turistici e delle attività connesse abbia superato livelli di sostenibilità accettabili. Si assiste sempre più frequentemente – prosegue - all’organizzazione di eventi e iniziative che trasformano l’ambiente montano in un contesto assimilabile a quello dell’intrattenimento notturno urbano, snaturando profondamente i luoghi e introducendo modelli ricreativi estranei alla cultura e alla fragilità dei territori alpini. Parallelamente, si registrano criticità legate alla sicurezza e alla convivenza civile, come dimostrano le aggressioni al personale del trasporto pubblico e i comportamenti violenti sui mezzi diretti alle località sciistiche, che hanno portato in alcuni casi alla sospensione delle corse. Situazioni che incidono negativamente sia sui lavoratori sia sugli utenti e sui residenti.
Ulteriori elementi di preoccupazione – si legge ancora - derivano da pratiche di innevamento artificiale sempre più impattanti, che in alcuni casi hanno visto in azione elicotteri per il trasporto della neve sulle piste, con un significativo incremento delle emissioni climalteranti, in evidente contrasto con gli obiettivi di mitigazione della crisi climatica.
Non meno allarmanti risultano iniziative di carattere spettacolare, come eventi motoristici o sfilate di mezzi battipista accompagnate da effetti pirotecnici in contesti boschivi, che rappresentano una incomprensione relativamente a quella che dovrebbe essere la sostenibilità degli eventi in ambientale montani. Tali episodi non possono essere considerati isolati, ma costituiscono i sintomi di un modello turistico strutturalmente sbilanciato, orientato all’intrattenimento di massa e al consumo intensivo delle risorse naturali, piuttosto che alla tutela del territorio e al benessere delle comunità che lo abitano.
Riteniamo pertanto indispensabile avviare una riflessione seria e condivisa che porti a:
- limitare le forme di turismo con impatti ambientali e sociali non sostenibili;
- promuovere una fruizione del territorio montano rispettosa degli ecosistemi e delle popolazioni locali;
- definire e applicare regolamentazioni coerenti con i limiti ambientali e la capacità di carico del territorio;
- adottare criteri chiari e rigorosi nell’uso del termine “sostenibilità”, evitando di attribuirlo a pratiche che ne sono evidentemente prive.
Le Amministrazioni locali – è la conclusione - potrebbero concordare una checklist semplice, ma vincolante, da rispettare prima di autorizzare eventi. Per le aree protette, ad esempio, esistono già le Condizioni d'Obbligo, relativamente ai siti Rete Natura 2000 (come SIC e ZPS). La checklist potrebbe essere piuttosto restrittiva e includere: orari rigorosi, servizi navetta, un piano per la gestione dei rifiuti, divieto di botti e fuochi pirotecnici, limiti alle emissioni acustiche.
Per quanto riguarda i flussi di visitatori, sarebbe utile regolamentare i parcheggi, prevedendo magari tariffe differenziate per residenti e turisti, modulabili in base ai picchi di affluenza. Le montagne rappresentano una risorsa fondamentale anche dal punto di vista economico, ma rimangono pur sempre ecosistemi fragili, che richiedono rispetto, tutela e una visione di lungo periodo”.

