TRENTO. “Il Fondo Comuni confinanti dovrà essere sempre più orientato a interventi strategici, capaci di produrre ricadute concrete e misurabili anche per i territori alpini e per l’intero sistema delle autonomie speciali. In vista della scadenza dell’attuale intesa, è quindi necessario lavorare da subito a una nuova programmazione 2028-2032 che privilegi opere di maggiore rilievo, di carattere sovraregionale, e nuove linee operative dedicate alla lotta allo spopolamento della montagna, al sostegno dell’agricoltura montana e al miglioramento della viabilità, sia stradale sia funiviaria”. Così l’assessore provinciale alla promozione della conoscenza dell’Autonomia Simone Marchiori, intervenuto oggi nel corso dell’incontro dedicato al Fondo Comuni confinanti, ospitato in Sala Wolf, nel palazzo della Provincia autonoma di Trento. Erano presenti anche il presidente del Fondo Comuni confinanti Dario Bond, l’assessore agli enti locali della Regione del Veneto Marco Zecchinato ed i referenti tecnici di Lombardia e Alto Adige, in rappresentanza dei rispettivi presidenti. Significativa anche la partecipazione degli amministratori locali: 30 sindaci dei Comuni confinanti e contigui hanno preso parte ai lavori in presenza, mentre altri 50 amministratori si sono collegati da remoto, su un totale di circa 130 Comuni coinvolti.
L’incontro ha avuto come focus la presentazione dei criteri per il trasferimento delle risorse ai 49 Comuni interessati (cresciuti di una unità dopo l’ingresso della municipalità di Arsiero, in provincia di Vicenza), con una disponibilità pari a 500mila euro per ogni annualità.
Risorse che derivano dagli accordi istituzionali collegati al Patto di Milano e che, pur provenendo dal sistema delle autonomie, si collocano in un quadro regolato a livello nazionale. Nel corso dei lavori è stato inoltre affrontato il tema del collegamento viario tra il Trentino e i territori di Magasa e Valvestino, rispetto al quale la Commissione paritetica ha assunto l’impegno di promuovere un tavolo di confronto dedicato, finalizzato ad approfondire e valutare una possibile soluzione condivisa.
Nel suo intervento, Marchiori ha richiamato l’esigenza di una riflessione politica e istituzionale sul futuro del Fondo, sottolineando come la prossima fase debba essere improntata a una maggiore selettività degli investimenti e a una più chiara coerenza con le esigenze delle aree montane. In questa prospettiva, il Trentino guarda con particolare attenzione a interventi che sappiano rafforzare connessioni, servizi e tenuta demografica nei territori alpini, evitando la dispersione delle risorse in misure di limitata efficacia. Nel corso del confronto l’assessore Marchiori ha inoltre illustrato alcune delle principali politiche abitative e di contrasto allo spopolamento già attivate dalla Provincia autonoma di Trento, tra cui i progetti di co-living, il programma Rival e il bando anti spopolamento, evidenziando come si tratti di strumenti pensati per rafforzare l’attrattività delle terre alte, favorendo nuova residenzialità, servizi e opportunità di sviluppo locale.
Sul tema, il presidente Bond ha proposto l’avvio di un Tavolo di lavoro che coinvolga l’assessore Marchiori e le strutture provinciali competenti, con l’obiettivo di valutare la possibilità che il Fondo possa sostenere anche progettualità di questo tipo, in raccordo con la Provincia autonoma di Trento, nell’ambito di una strategia condivisa per il presidio e il rilancio delle aree di confine.
Proprio questo approccio, orientato a una programmazione più strutturata, è emerso anche nel confronto sviluppato in sede di Comitato paritetico per la gestione del Fondo, dove sono stati approvati, fra gli altri, i seguenti provvedimenti: l'aggiornamento del regolamento per la gestione del Fondo Comuni confinanti, un'importante tranche della programmazione di Brescia, e la terza tranche della programmazione di Vicenza.

