Società Val di Non

Al Pian de la Nana inaugurata l'edizione 31 de 'I suoni delle Dolomiti'

A Malga Tassulla le voci del Coro della SOSAT hanno dialogato con i violoncelli della Scala

Al Pian de la Nana inaugurata l'edizione 31 de 'I suoni delle Dolomiti'
ph. Camilla Pizzini

TASSULLO. Si è aperta ieri, lunedì 24 agosto, con una grande partecipazione di pubblico, la trentunesima edizione de I SUONI DELLE DOLOMITI, il festival ad alta quota che da oltre trent’anni porta la grande musica internazionale tra vette, prati e rifugi alpini del Trentino, dando vita a un ricco programma di concerti ed eventi negli scenari unici delle Dolomiti trentine, definite dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Ad aprire l’edizione 2026, dopo gli interventi di Francesco Facinelli, direttore dell’APT Val di Non, Gianni Battaiola, presidente di Trentino Marketing, Andrea Zanotti, presidente del Coro della SOSAT, Riccardo Tomasoni, responsabile del Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo e geologo del MUSE - Museo delle Scienze di Trento, e Mario Brunello, direttore artistico del festival, è stato il concerto del Coro della SOSAT, che quest’anno celebra i 100 anni di attività, e de I Violoncellisti della Scala, ensemble attivo dal 2003 e composto da musicisti della celebre orchestra milanese. Un incontro tra voci e violoncelli, con gli arrangiamenti musicali curati da Stefano Nanni per lo speciale progetto «Archi, Corde, In-canto», che unisce l’ensemble I Violoncellisti della Scala e lo storico Coro SOSAT di Trento.

Un dialogo tra tradizioni e sensibilità differenti, nel segno della contaminazione e della libertà musicale che caratterizzano il festival, nel magnifico scenario del Pian della Nana, uno degli angoli più suggestivi del Parco Naturale Adamello Brenta, a circa 2000 metri di quota, sul versante settentrionale del Gruppo di Brenta.

Le atmosfere quasi “tibetane” del Pian della Nana, un vasto altopiano che si estende per circa cinque chilometri tra i 2.100 e i 2.400 metri di quota, hanno fatto da scenografia naturale alla performance. Una conca glaciale e carsica caratterizzata da doline, crepacci, dossi e depressioni, dove il verde dei pascoli, il giallo dei botton d’oro e le diverse tonalità delle rocce compongono un paesaggio di grande suggestione.

A Malga Tassulla, presidio escursionistico affacciato sull’altopiano, le voci del Coro della SOSAT hanno dialogato con i violoncelli della Scala, dando vita a un concerto capace di mettere in relazione la tradizione del canto di montagna con un repertorio strumentale che attraversa secoli di musica, dai classici alle riletture contemporanee.

Il Coro della SOSAT, nato nel 1926 in seno alla Sezione Operaia della SAT – Società degli Alpinisti Tridentini, è uno dei più longevi sodalizi vocali dedicati al canto alpino.

In un secolo di attività ha tenuto circa duemila concerti in ogni parte del mondo, collaborando con musicisti di diversa provenienza. La sua storia è legata alla tradizione del canto di montagna, che negli anni ha conquistato anche l’attenzione di personalità della musica colta come Arturo Benedetti Michelangeli.

I Violoncellisti della Scala, composti da Alfredo Persichilli, Sandro Laffranchini, Martina Lopez Smuraglia, Gianluca Muzzolon, Simone Groppo, Beatrice Pomarico, Gabriele Garofano e Giovanni Inglese, hanno portato in quota il suono della prestigiosa sezione violoncellistica del Teatro alla Scala. L’ensemble, ispirato ai consort di viole del XVI secolo, propone un repertorio che attraversa epoche e generi, da Vivaldi a Hendrix, spaziando tra classici, riletture e musica contemporanea. Una versatilità sintetizzata dal musicologo e critico Angelo Foletto, che li ha definiti “versatili esecutori di musiche senza confini”.