CALDES. Giobatta Ferrari, pittore paesaggista che nell'attualità diventa fonte storica e motivo di unione tra territori. La sala piena di Castel Caldes ha dato gratificazione all'iniziativa che sabato 5 settembre ha dedicato un pomeriggio all'artista bresciano oriundo di Caldes, in occasione dei 120 anni dalla sua morte, promossa dalla Fondazione Aref ETS di Brescia, dal Centro Studi per la Val di Sole e dal Comune di Caldes in collaborazione con il Museo Castello del Buonconsiglio e dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto.
Dopo i saluti del sindaco del Comune di Caldes, Antonio Maini, del presidente del Centro Studi per la Val di Sole e di Michele Bezzi, presidente del Centro Studi, è stato Salvatore Ferrari a presentare l'iniziativa e il video “Gio Batta Ferrari. Vita di un tenace paesaggista”, curato dalla Fondazione Aref ETS.
Dopo di che le relazioni hanno approfondito aspetti diversi della pittura di Ferrari: Roberto Ferrari ha trattato la storia e l'alterna fortuna di studio della pittura naturalistica di paesaggio della seconda metà dell’800; Romina Zanon ha proposto un’esplorazione nella costruzione del paesaggio della Val di Sole nelle fotografie del XIX secolo, con evidenti analogie con le regole compositive seguite dalla pittura di paesaggio dello stesso periodo; quindi Alessio Bertolli ha utilizzato i quadri di Giobatta Ferrari quali documenti storici, illustrando i cambiamenti occorsi negli ambienti vegetali solandri tra ‘800 e ‘900.
Infine, Silvia Iacobelli ha ripercorso oltre 30 anni di attività tra Brescia e Caldes nel nome del pittore, a partire da quella prima mostra dia Castel Caldes nel 1992. In chiusura, dopo i saluti del già sindaco di Caldes Guido Ghirardini e del presidente della Cassa Rurale Val di Sole Vito Pedergnana, Iacobelli ha espresso la volontà di donare al Centro Studi un archivio digitale dedicato a Giobatta Ferrari, contenitore della vita e dell’opera del pittore, con le singole opere, le esposizioni in vita e postume, la rassegna stampa dal 1862 al 2026.

