TRENTO. Il consigliere provinciale Daniele Biada interviene nel dibattito riguardante le piccole concessioni idroelettriche, alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea: “Ho depositato un’interrogazione in Consiglio provinciale per chiedere alla Giunta di approfondire gli effetti della recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea sulla disciplina delle piccole concessioni idroelettriche in Trentino. Si tratta di un tema particolarmente importante per le realtà locali. Per numerosi Comuni trentini, ad esempio, le piccole derivazioni idroelettriche rappresentano una risorsa economica stabile e fondamentale, che permette di sostenere servizi e investimenti a favore dei cittadini e garantisce agli enti locali una maggiore capacità di programmazione. Nella precedente legislatura - prosegue Biada - è stata approvata una norma che prevede, alla scadenza delle concessioni, il ricorso a procedure concorrenziali per la loro riassegnazione, sulla base dell’applicazione della direttiva europea 2006/123/CE, la cosiddetta direttiva Bolkestein.
Una previsione rispetto alla quale, già allora, quando sedevo nella Giunta del Consiglio delle autonomie locali, avevo espresso una posizione contraria. La recente pronuncia della Corte di Giustizia UE apre ora un nuovo quadro da approfondire. La sentenza richiamata nell’interrogazione esclude infatti l’applicabilità della direttiva 2006/123/CE agli impianti che hanno come unica o principale attività la produzione di energia elettrica, qualificando l’energia elettrica come un prodotto e non come un servizio. Per questo - continua il consigliere - ho chiesto alla Giunta se intenda modificare la normativa provinciale per le concessioni fino a 3000 kW, valutando la possibilità di riassegnarle agli attuali concessionari e con quali tempistiche. Ho inoltre chiesto di chiarire quali effetti la pronuncia possa produrre sulle concessioni con potenza media annua superiore ai 3000 kW. Ritengo sia necessario approfondire rapidamente le conseguenze di questa sentenza e capire quali margini si aprano per il Trentino.
Può rappresentare una grande opportunità anche per la nostra Autonomia, perché ci viene offerta l’occasione di valutare come utilizzare pienamente le competenze a noi attribuite, per costruire una disciplina più aderente alle caratteristiche del territorio e agli interessi delle comunità locali. L’Autonomia - è la conclusione - ha un grande valore quando ci permette di governare le nostre risorse tenendo conto delle specificità del Trentino. L’acqua e l’energia idroelettrica fanno parte della storia e del patrimonio della nostra terra. Per questo ritengo molto importante cogliere questa occasione e valutare ogni possibilità di intervento, affinché il valore prodotto sul territorio possa tradursi in benefici concreti per le nostre comunità”.

