COGOLO. Dei Migazzi sappiamo ormai, oltre alla storia e all’arte, anche il numero di scarpe. È stata la sorpresa che Mauro Bernabei, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la BioEconomia (CNR-IBE), sede di San Michele all’Adige, ha riservato al pubblico che a Cogolo ha voluto sapere di più sul legno come documento capace di attraversare i secoli e raccontare la storia di un edificio. La storia di Palazzo Migazzi scritta nel legno, con i risultati delle indagini dendrocronologiche, ha consentito di far luce sull’origine e sulle successive trasformazioni di Palazzo Migazzi, storica residenza nobiliare della Val di Peio.
Ma non solo: Bernabei ha presentato alcune calzature, oltre a una sagoma da calzolaio: una di esse è stata datata precisamente al 1502, proveniente dall’ambito lombardo; non la moda milanese ma potremmo dire quella valtellinese, luogo di origine dei Migazzi e con il quale esistevano ancora precisi legami.
Al momento, le scarpe e la sagoma sono ancora in deposito al laboratorio di restauro della Soprintendenza per i beni culturali: ma, ha annunciato Bernabei, il cui intervento è stato introdotto da Salvatore Ferrari, storico dell’arte e funzionario del Servizio tecnico della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, a breve saranno restituite alla comunità di Cogolo e collocate proprio nelle sale di Palazzo Migazzi.

