TRENTO. Gli attacchi informatici alla filiera nazionale accendono i riflettori anche sul territorio: serve proteggere la capillarità delle produzioni locali e i mercati contadini.
In merito agli allarmi lanciati a livello nazionale sulla vulnerabilità della catena di approvvigionamento alimentare a causa degli attacchi hacker, Coldiretti Trentino-Alto Adige ribadisce come il cibo non sia una merce qualsiasi, ma un pilastro della sicurezza nazionale e locale. La dipendenza da poche grandi piattaforme logistiche espone i territori a rischi inaccettabili, rendendo urgente una svolta strategica fondata sulla sovranità alimentare e sulla valorizzazione della produzione di prossimità.
"Anche in una realtà organizzata e vitale come la nostra– sottolinea il presidente di Coldiretti Trentino-Alto Adige Gianluca Barbacovi – l'eccessiva centralizzazione della grande distribuzione e la riduzione delle scorte minacciano la continuità delle forniture e la sicurezza dei consumatori.
Per questo motivo, difendere il lavoro dei nostri agricoltori e allevatori significa custodire un presidio di stabilità, trasparenza e qualità."
In quest’ottica, la rete della filiera corta e i mercati di Campagna Amica attivi sul territorio trentino rappresentano molto più di un canale di vendita: sono un vero e proprio argine di sicurezza. Mettere in contatto diretto produttori e consumatori significa garantire cibo fresco e locale, difendere il reddito delle imprese agricole e blindare il territorio da shock esterni e blackout logistici o digitali.
"Valorizzare i mercati contadini e promuovere i prodotti locali – conclude Barbacovi – significa rendere il sistema alimentare più resiliente. Dobbiamo continuare a investire sulla trasparenza dal campo alla tavola e sulla capillarità delle nostre produzioni per garantire ai cittadini cibo sicuro, sano e indipendente dalle fragilità dei grandi nodi informatici globali".

