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SOS Architettura

Costa Rotian, villaggio d'autore

lun 19 lug 2021 19:07 • By: Lorena Stablum

Trova un acquirente l'albergo dopo essere stato più volte messo all'asta

C’è una novità a Costa Rotian, villaggio turistico sorto all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso al quarto tornante della strada che da Dimaro sale a Passo Carlomagno, nel comune di Commezzadura L’Hotel Costa Rotian che da anni giace abbandonato in attesa di ritornare ai fasti d’un tempo ha oggi un nuovo proprietario e potrebbe trovare presto una riqualificazione. La struttura, oggetto nel 2010 di un pignoramento e di una contestuale procedura esecutiva, era stato più volte messo all’asta per la vendita senza però trovare finora un acquirente. “La notizia è recente – commenta il sindaco di Commezzadura Ivan Tevini -. Il compratore è un albergatore della Val di Sole. Pare che stia lavorando a un’ipotesi di sistemazione, ma per ora non so di che tipo, se alberghiero o altro”.

L’albergo, che conta 74 posti letto, era un tempo il fulcro dell’insediamento turistico al quale forniva diversi servizi, dal ristorante, al bar a un piccolo negozio di alimentari. Era completo di piscina coperta, solarium e vicino aveva un campo da tennis e un parco giochi. L’immobile fu concepito dall’architetto Sergio Giovanazzi, che aveva curato la progettazione anche del complesso residenziale, mentre all’interno vi si leggeva la mano dell’architetto Paolo Piccoli.

La notizia dell’acquisto dà così modo di ripercorrere la storia della stazione turistica. Il villaggio e l’immobile dell’albergo, che venne creato successivamente, si inseriscono infatti in quel preciso momento storico durante il quale in Val di Sole, grazie al Piano Urbanistico Provinciale voluto da Bruno Kessler, si gettano le basi per la nascita del movimento turistico invernale: qualche anno prima a Folgarida si era costruito il primo impianto di risalita – una bidonvia all’Ottava – e di lì a poco sarebbe sorta Marilleva 1400.

valli del noce

“Allora non si riusciva a percepire cosa stava succedendo a Folgarida e non si riusciva ancora a capire che ne sarebbe uscito qualcosa di così grande”: gli anni sono quelli tra il 1969 e il 1972 e a promuovere l’operazione a Costa Rotian è un giovane geometra, Carlo Wegher, che aveva voglia di sperimentare e di “fare cose belle” e che per l’occasione coinvolge Giovanazzi. L’idea era quella di realizzare un nucleo abitativo composto da unità residenziali con finalità turistica. Ne nasce una nuova tipologia residenziale turistica, ispirata all’architettura di montagna ma interpretata in chiave moderna, contemporanea. “L’obiettivo – spiega Wegher che ripercorre quegli anni arricchendo il racconto con particolari che spaziano su tutta la valle – era dare vita a un progetto ordinato, che avesse un inizio e una fine”.

Giovanazzi, quindi, presentò un progetto che proponeva la creazione di villette a schiera con mattoni pieni a faccia a vista, con forme che “suggerivano e anticipavano le montagne”. Studiò una sezione nord sud con una duplice capacità di visuale nel soggiorno, organizzato su due piani collegati - un lato costituito da un’ampia vetrata, il lato opposto, al piano superiore, che si apre su una larga terrazza –, e la posizione delle singole unità abitative fu alternata ponendo sempre i soggiorni verso la strada, pur assicurando a ognuna sia il sole che il paesaggio. “Ogni unità abitativa è indipendente – aggiunge ancora Wegher mostrando gli elaborati progettuali -. Ognuna ha il proprio ingresso, il proprio impianto di riscaldamento, possiede un ampio soggiorno, due stanze, un bagno e un camino che crea una barriera visuale tra una casa e l’altra. Giovanazzi aveva anche progettato, in caso di bisogno, come avrebbe dovuto avvenire lo sviluppo successivo delle varie unità abitative. Il centro di tutto era l’albergo. Giovanazzi ne realizzò il progetto generale, mentre l’interno fu opera di Piccoli che seppe ben interpretare e valorizzare le idee di Giovanazzi dando un senso a ogni spazio. È un lavoro veramente bello e ben riuscito. Ogni cosa è stata studiata con attenzione, dall’arredo progettato da Piccoli alla cromia scelta. Ha avuto un grande successo - racconta ancora Wegher, che all’inizio ha gestito la struttura con la famiglia -. È in una posizione spettacolare e dal punto di vista strutturale non ha problemi, ha la disponibilità di ampi parcheggi. Ora mi fa male vedere l’albergo in quelle condizioni, dopo anni d’incuria a causa delle gestioni difficili che si sono susseguite. Faccio davvero tanti auguri a chi si appresta a gestirlo e auspico che eventuali ampliamenti siano formalizzati secondo un criterio che non alteri eccessivamente la struttura originale”.



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