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SOS Acqua

Andiamo alle terme

mar 11 gen 2022 11:01 • By: Federica Chini

A Peio e Rabbi il benessere è di tradizione

L'acqua è il motore e la risorsa fondamentale dei due centri termali della Val di Sole, tra i fasti del passato, periodi di stallo e prospettive future dal punto di vista turistico, economico, della salute e del benessere. Gianpietro Martinolli e Sara Zappini, rispettivamente presidente delle Terme di Pejo e direttore delle Terme di Rabbi,  ci hanno dato alcune interessanti notizie a riguardo.
Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono l'acqua termale delle vostre località?Martinolli: L'acqua termale di Peio è nota per la sua ricchezza di ferro e di minerali, utile per contrastare l'anemia. Disintossicante, diuretica e leggera – è una delle acque a più basso residuo fisso in Italia -  è utilizzata per la riabilitazione articolare e muscolare e per la cura di disturbi dell'apparato gastrointestinale (cicatrizzante di ulcere e rimedio contro la gastrite) e respiratorio. La prima menzione delle virtù dell'acqua di Pejo risale ad un documento del 1660, nel quale Alessandro Colombo, medico in servizio alla corte degli Asburgo, ne esalta le proprietà salutari, auspicando un suo impiego ben al di fuori del territorio di origine.Zappini: È un certo dottor Maffei, in un documento del Seicento, a menzionare per la prima volta le caratteristiche curative dell'acqua che sgorga dalle fonti di Rabbi, in un periodo storico in cui scorbuto e pellagra colpivano pesantemente la popolazione locale a causa della dieta priva di vitamine e sali minerali. Evidenti benefici nella cura di tali malattie si riscontravano nei pazienti che usufruivano quest'acqua, in cui sono disciolti ferro, bicarbonato, magnesio e calcio. Un vero e proprio intergratore naturale di sali minerali, alimento a tutti gli effetti. Molto spesso non si prendono abbastanza in considerazione le proprietà dell'acqua, scegliendone una piuttosto che un'altra: nel corso della vita si hanno esigenze differenti in base ai periodi e l'acqua può essere un valido supporto alla dieta.
Un po' di storia del centro termale.Martinolli: I primi alberghi a Peio legati al centro termale vengono aperti a cavallo tra Ottocento e Novecento: in quegli anni la stazione termale viene avviata a tutti gli effetti, con un comitato di cura che metteva a disposizione dei pazienti un medico che fornisse le migliori indicazioni terapeutiche. Le cure termali annoveravano anche i bagni carbogassosi a base di anidride carbonica per stimolare la circolazione.

valli del noce

Il turismo di cura del periodo era certamente riservato a certe classi sociali che potevano permetterselo; è negli anni Cinquanta che si inaugura il centro termale così come lo vediamo oggi per rispondere alle esigenze più moderne, con la valorizzazione delle tre acque che lo alimentano, ossia la fonte antica, la nuova fonte e la fonte alpina. È quest'ultima che viene imbottigliata e venduta nella grande distribuzione. L'offerta termale ha incluso nel tempo la riabilitazione ortopedica, i trattamenti dermatologici, per le articolazioni e per il sistema circolatorio, la cura idropinica – depurazione dell'organismo a partire dall'apparato digerente – e naturalmente la parte dedicata all'estetica, ai massaggi ed al centro benessere.Zappini: Anche da noi durante la Belle Epòque – tra gli ultimi decenni dell'Ottocento e la primo conflitto mondiale – prendono piede le prime case di cura termale secondo il modello del Kurort austriaco, con bagni appositamente adibiti e affiancati da servizi legati alla convivialità e alla condivisione, con grande successo e apprezzamento dei ricchi fruitori. È questo il momento di massimo splendore per le Terme di Rabbi, fino allo scoppio della Guerra '14-'18, che ha comportato la chiusura di entrambi i centri del territorio e aperto la strada a un lungo periodo di decadenza e di abbandono. È pur vero che in epoca fascista i giovani Balilla frequentavano le terme per allenarsi e ritemprare corpo e spirito e che il centro è stato meta di un turismo sociale promosso dai Circoli Ricreativi Aziendali dei Lavoratori (Cral) e dai sindacati nel secondo dopoguerra, ma in entrambi i casi l'indotto per il territorio è stato molto ridotto se non nullo. Dobbiamo attendere fino ai primi anni Duemila per riveder fiorire il turismo termale a Rabbi, grazie all'iniziative intraprese da giovani amministrazioni comunali per contrastare il continuo spopolamento della valle, recuperando una risorsa trascurata tramite la diffusione di un turismo slow, sostenibile e in armonia con l'ambiente. Ai giorni nostri il concetto alla base delle terme di Rabbi è il profondo rapporto tra interno ed esterno, che offre agli avventori un'esperienza attiva di arricchimento con l'ambiente e la natura. Nel centro si fanno le terapie, che poi proseguono alle sorgenti e nei boschi circostanti. Inoltre, siamo a stretto contatto con il Parco Nazionale dello Stelvio per le attività.
Com'è andata la stagione estiva, nonostante l'incognita Covid?Martinolli: Sebbene prevalesse un clima iniziale di incertezza, è stata un'estate positiva, ovviamente notevolmente migliore rispetto all'anno scorso, anche se i numeri sono ancora lontani dall'epoca pre-Covid.Zappini: I numeri sono stati certamente buoni, ma un effetto della pandemia è l'aver messo in luce i limiti del sistema termale legato quasi esclusivamente alla cura. Per anni è stato trascurato il fattore della prevenzione delle patologie, che si ottiene con un benessere psicofisico a 360 gradi, promuovendo uno stile di vita sano. E' una grande occasione per proporre soluzioni nuove in tal senso e per differenziare l'offerta turistica legata alle terme.
Quali sono le prospettive e i progetti futuri per i centri termali?Martinolli: Dal punto di vista delle terapie e dei pacchetti che eroghiamo, stiamo lavorando una convenzione con l'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari per la fisioterapia e vorremmo attivare nuovi percorsi benessere in armonia con il contesto ambientale. Per quanto riguarda la struttura, stiamo incaricando un tecnico per la redazione del progetto definitivo per l'ampliamento delle terme e dell'area wellness ed è in corso uno studio di fattibilità per la costruzione di un vero e proprio albergo termale. L'acqua è per noi letteralmente una risorsa trasversale che alimenta l'economia, con l'innevamento delle piste da sci, la sua vendita in bottiglia e con un rinomato centro termale. Ne abbiamo in abbondanza, ragion per cui qui l'acqua è gestita con responsabilità ed oculatezza per contenere al massimo gli sprechi.Zappini: Stiamo combattendo con una burocrazia opprimente per il rifacimento delle facciate esterne del centro: dubito che vinceremo una partita così complicata, accedendo ai bonus edilizi. Nei prossimi anni contiamo di estendere la zona benessere esterna e di redigere un piano strategico in cui sono protagonisti la sostenibilità con la S maiuscola, il rispetto per l'ambiente e il ritmo naturale delle stagioni, puntando sull'interazione tra le terme, la comunità e il contesto ambientale montano. Quest'ultimo non è un mero sfondo, ma un vero partecipante della filiera termale.


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