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Hobby e collezionismo nelle valli del Noce

La sfida è sui giovani

mer 01 gen 2020 • Dalla redazione

Amedeo Cattani, presidente della Società Filatelica Trentina.

Amedeo Cattani, classe 1950, è nato a Termon, vive da anni a Dimaro e dal 2018 è presidente della Società Filatelica Trentina, storico sodalizio fondato nel 1919. Di professione cuoco, prima a Venezia e Roma, poi a Madonna di Campiglio, da 25 anni è impegnato in quella particolare forma di cultura che è il collezionismo, militando nei circoli di Tione, Ossana (ovvero il Circolo Culturale Filatelico Solandro, federato alla SFT e con presidente lo stesso Cattani), infine Trento.

Come è arrivato alla presidenza della SFT?
All’indomani delle dimissioni del presidente Franco Fontanari, la Società si è trovata davanti al rischio dello scioglimento. Per questo, sostenuto da un gruppo di soci, ho accettato la responsabilità della presidenza, avviando un programma di riorganizzazione. I risultati sono incoraggianti: il numero dei soci è arrivato a 110 e abbiamo potuto celebrare il centenario della Società con una grande mostra a Palazzo Geremia e con una pubblicazione opera del socio Giuliano Stroppari. Siamo aperti a tanti campi collezionistici: filatelia, numismatica, cartofilia…

Che momento è questo per il collezionismo filatelico
Di stasi, se non di recessione. Un fenomeno dovuto alla eccessiva quantità di emissioni, tali da rendere difficile, specialmente ai giovani, di seguirle tutte, con il conseguente esborso economico. Ma naturalmente non è solo questo: è l’uomo che è cambiato, anche nella sua versione collezionistica, oggi non ci sono solo francobolli, monete, cartoline, ma tanti altri oggetti, i più disparati. Viene a mancare poi quel desiderio di studiare, conoscere che sta dietro ad ogni oggetto da collezione. Per questo vorremmo un maggiore dialogo con le istituzioni e con la scuola. Abbiamo un problema di comunicazione e di cultura generale.

E fuori dall’Italia?
Il collezionismo in generale ha mercati nuovi e molto attivi, Amedeo Cattani, presidente della Società Filatelica Trentina SFT 1919- 2019: una mostra a Palazzo Geremia Hobby e collezionismo nelle Valli del Noce di Alberto Mosca 13 basti pensare ad esempio a Russia e Giappone; in particolare i giapponesi vengono in Italia a cercare materiale, segno che la platea c’è ed è interessata.

Una volta c’erano solo fiere e mercatini, oggi internet ha rivoluzionato l’accesso al mercato: con quali esiti? Oramai solo una piccola parte dei collezionisti segue fiere e mercatini: e direi che in regione siamo fortunati, potendo contare ancora su due appuntamenti importanti e di richiamo come quelli di Cles e di Lana. Il grosso si muove in rete: un male se pensiamo alla perdita di incontri reali, di contatti diretti, ma anche in quanto non si può esaminare dal vivo il materiale acquistato, aggiungendo poi costi per spedizione e commissioni. Dall’altra parte, naturalmente, ognuno ha a disposizione un mercato continuo, globale, in cui l’informazione aiuta a trovare il pezzo mancante e a confrontare i prezzi.

Quali rischi corrono le collezioni formate nel passato?
Nel momento del passaggio agli eredi, i ricordi spesso sono a rischio. Le raccolte si salvano se abbiamo una conoscenza diretta. Qualcuno si rivolge ai negozi specializzati, ma non sempre le cifre offerte sono quelle attese e quindi i francobolli, o altro, finiscono sulle bancarelle, o dimenticati o gettati. Un peccato perché l’offerta va esaurendosi e sarebbe opportuno preservare quello che abbiamo.

Con quali difficoltà si scontrano i circoli nostrani?
Organizzative prima di tutto, a partire dalla ricerca di una sede, gli adempimenti burocratici, come detto una difficoltà nel dialogo con le istituzioni pubbliche.

Come vede il futuro?
Sono comunque fiducioso: con una buona gestione possiamo recuperare adesioni e cercare di creare occasioni di incontro con i giovani.

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