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Uomini e bestie, una lunga storia di amore e odio

Il regno dello scazzone

lun 10 ago 2020 14:08 • By: Sergio Zanella

Pesce schivo e non facile da vedere, è un ottimo indicatore della qualità delle acque

Lo scazzone è ormai da diversi anni il simbolo del Parco Fluviale Alto Noce. Questo particolare pesce è infatti una figura centrale della narrazione che il Parco Fluviale ha voluto portare avanti nell’ottica della valorizzazione del territorio. Per fare il punto della situazione abbiamo intervistato la neodirettrice Alessandra Tanas, che ha ripercorso con le sue parole i diversi progetti realizzati per “raccontare” la specificità di questo pesce e sensibilizzare residenti e turisti sul perché è sia così importante la sua presenza nelle acque del fiume. Tra questi segnaliamo il progetto “Ripopolamento dello scazzone” realizzato nell’ambito della CETS – Carta Europeo del Turismo Sostenibile assieme all’Associazione Pescatori al fine di favorirne la riproduzione e quindi i ripopolamento, ma anche il progetto “NOCE 360” tramite il quale è possibile addentrarsi virtualmente nelle rogge e negli habitat dello scazzone, oppure ancora le campagne di comunicazione come “Non fare lo scazzone” o “I martedì dello scazzone”, un ciclo di incontri dedicato alla biodiversità locale.

“La presenza dello scazzone è sinonimo di qualità delle acque e degli ambienti – ci spiega la direttrice Tanas -. Tutelare lo scazzone non è quindi un gesto fine a sé stesso, anche perché sappiamo che dalla sua protezione trarranno giovamento anche molte altre specie meno “esigenti” di lui.

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È inoltre importante sottolineare che lo scazzone è una specie delicata ed è attualmente a rischio perché patisce molto l’inquinamento delle acque, la continua riduzione del suo habitat e la semina di trote per la pesca sportiva (che sono sue naturali predatrici). Per questo motivo diverse sono anche state le attività di conservazione realizzate dalla Rete di Riserve Alto Noce al fine di tutelare e salvaguardare il suo habitat, tra queste anche le misure dedicate alle rogge e all’Ontaneta di Croviana. La centralità dello scazzone ci sarà anche nelle attività di valorizzazione future del Parco Fluviale Alto Noce. Ad esempio ci sarà un’area denominata “Il regno dello scazzone” nell’Infopoint che stiamo realizzando all’Ontaneta di Croviana tramite un contributo del PSR ma avrà anche un posto centrale nelle attività divulgative e didattiche che stiamo sviluppando per scuole, cittadini e turisti”.

Cos’è lo scazzone?

Scomparso o divenuto raro nei principali corsi d'acqua di fondovalle e nella maggior parte dei loro affluenti a causa dell'alterazione degli ambienti acquatici, nella seconda metà del XX secolo lo scazzone ha conservato popolazioni significative solamente in alcune acque di sorgente e in pochi ruscelli. Lo scazzone (Cottus gobio) presenta un aspetto caratteristico che lo rende inconfondibile. Ha una testa molto grande (gli inglesi lo chiamano Bullhead) e appiattita, due occhi grandi e ravvicinati, pinne larghe e coda arrotondata. Due spine sono situate vicino all'apertura delle branchie. Le pinne pettorali sono sempre grandi e tenute ben aperte mentre quelle dorsali sono due, di cui la prima molto bassa, spinosa e molto più piccola della seconda.

Non supera mai i 15 cm di lunghezza e la colorazione è sui toni del marrone o del grigio-verdastro con macchie più scure e anche le pinne presentano fasce concentriche più scure. Il suo habitat prediletto è dato dalle zone in cui la vegetazione ripariale viene periodicamente allagata dall'acqua del fiume, ha abitudini prevalentemente notturne e di giorno si rintana tra sassi e piante acquatiche. È un pesce schivo e non facile da vedere. Si alimenta prevalentemente di invertebrati, come insetti e crostacei che vivono sul fondale del fiume. La riproduzione avviene a maggio, la femmina depone le uova di colore arancione che vengono poi protette dal maschio. Lo scazzone è un ottimo indicatore di qualità dell'ambiente acquatico.



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