Società Val di Non

Nanno, una nuova vita per la scuola dell’infanzia

A marzo il via ai lavori esterni. Una struttura sostenibile e un investimento da 3 milioni

Nanno, una nuova vita per la scuola dell’infanzia

NANNO. Procedono secondo programma i lavori di ristrutturazione della scuola dell’infanzia di Nanno, frazione del comune noneso di Ville d’Anaunia. Un intervento rilevante, dal valore complessivo di oltre 3 milioni di euro e che ospiterà 60 bambini. Un disegno che l’attuale amministrazione ha portato avanti raccogliendo il progetto ereditato dalla precedente giunta.

È stato completato il primo lotto dei lavori, relativo agli spazi interni, reso possibile grazie ai fondi del PNRR. Al momento mancano unicamente gli arredi, per i quali l’obiettivo dell’amministrazione è procedere con l’appalto quanto prima.

“Confidiamo di appaltare in tarda primavera e avere tutto pronto per settembre, massimo ottobre, tempi tecnici permettendo”, afferma il sindaco Fausto Pallaver.

“L’intento è di aprire il prima possibile e accogliere i bambini: si tratta di un servizio primario, di fondamentale importanza per la comunità”.

Parallelamente si avvicina l’avvio del secondo lotto, che riguarda gli spazi esterni. I lavori partiranno a marzo e interesseranno in particolare i giardini – parte integrante e di valore per un asilo – e i parcheggi. La conclusione dell’intervento complessivo è prevista per il prossimo inverno, con apertura del nido a gennaio 2027.

L’edificio, la cui “scatola” strutturale è stata realizzata grazie al contributo PNRR integrato con risorse proprie del Comune, rappresenta un investimento a sette cifre, di cui circa 300 mila euro sono destinati agli arredi e altri 300 mila euro agli esterni.

Dal punto di vista tecnico, l’edificio è dotato di pavimenti in gomma e pareti in cartongesso, soluzioni pensate per assicurare sicurezza e comfort ai piccoli utenti.

L’impiantistica prevede inoltre un sistema fotovoltaico abbinato a pompa di calore, per ridurre i consumi energetici e le emissioni.

Il progetto porta la firma dell’architetto Andrea Vitti di Rovereto, e pone particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. La struttura è infatti realizzata con materiali certificati DNSH (Do No Significant Harm), requisito fondamentale per gli interventi finanziati dal PNRR, che devono garantire un basso impatto. I criteri prevedono l’impiego di materiali riciclabili, durevoli e riparabili, oltre alla gestione sostenibile dei rifiuti da costruzione e demolizione.