Società Val di Sole

Quaresima

Per imparare ad amare Dio e il mondo

Quaresima

Per i cristiani è iniziato il tempo di quaresima. Forse semplicemente un cambio di nome, perché tutto è destinato a continuare come sempre, o forse un invito alla riflessione. Una volta raccomandavano di fare penitenza. Ma oggi questa è parola sconosciuta. E non a torto.

La penitenza, secondo il vocabolario, è «una pratica di pentimento, di contrizione». E anche «una pratica ascetica o devota di privazione e mortificazione a cui ci si sottopone volontariamente». E di conseguenza si digiuna, non si mangia carne un giorno alla settimana (il venerdì), si fa qualche opera buona.

Cose belle, ma che non riescono a convincermi. Dov’è che nel Vangelo Gesù invita o comanda di fare penitenza, sacrifici? Da nessuna parte. Sono termini assenti dal suo messaggio. Ma la celebrazione dell’inizio della quaresima prima della riforma del concilio Vaticano II, quando il mercoledì venivano imposte le ceneri sulla testa del credente si diceva: «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai».

L’augurio funereo traeva origine dal libro della Genesi, dopo il peccato di Adamo. Adamo però non è mai esistito, e nemmeno Eva ha colto la mela dall’albero, e l’ha mangiata insieme al suo compagno. Questo è un racconto mitologico, vale a dire una narrazione fantastica a carattere religioso o simbolico, con cui si spiegano le origini dell’umanità o di un popolo, il funzionamento dell’universo e dei fenomeni naturali. Qui si vuole dare una risposta alla domanda: da dove viene il male? Perché l’uomo compie il male? 

E il male, il peccato che oggi dovremmo sentire è, come ha detto papa Leone, «il peso di un mondo che brucia, di intere città disintegrate dalla guerra».

Ma c’è dell’altro: il peccato dovremmo vederlo nel diritto internazionale stracciato, e ancora ci dice di non chiudere gli occhi di fronte ai milioni di cristiani perseguitati e uccisi in tante parti del mondo.

Vivere la quaresima in questo nostro tempo vuol dire non dimenticare le dittature, la corsa di qualche governo verso la creazione di stati autoritari, la volontà di creare dei nemici contro cui lottare, nemici come capro espiatori per apparire salvatori.

Già Paolo VI si diceva sorpreso per la «immensa capacità dell’uomo moderno di illudersi». Immagino l’obiezione che più d’uno può sollevare: ma io cosa ci posso fare? Non ho nessuna colpa! Ed è vero.  

La quaresima dovrebbe diventare un cammino per imparare a chiamare le situazioni col proprio nome: pace ad esempio, quando è accompagnata dalla giustizia. Quello che dovremmo sempre imparare è vedere la dignità di ogni donna e di ogni uomo al di là della religione, del colore della pelle e della lingua. È rispettare tutti e condividere con chi ha meno. È vedere la dignità dei palestinesi, che non vivono ore di pace, come a qualcuno piace propagandare. “Non possiamo dimenticare che cosa è successo e non lo dimenticheremo mai, ma ora dobbiamo guardare avanti», ha detto il card.

Pizzaballa ai cristiani della parrocchia della Sacra Famiglia, sventrata dalle bombe israeliane. E ha continuato: «È bello vedere la scuola, ma vogliamo la scuola secondo la nostra tradizione, la ricostruiremo: le nostre scuole, le nostre case, ricostruiremo tutto. La nostra vita è qui, siamo radicati qui e resteremo... dobbiamo essere uniti e forti e vi posso dire che non solo io, ma tutta la chiesa, anglicani, ortodossi, latini saremo qui uniti per ricostruire la vita a Gaza”. 

Ma allora che cos’è il peccato? Nel Vangelo non c’è traccia di peccato originale per cui chiedere perdono ed essere salvati. Gesù chiede ai ricchi che opprimono i poveri di convertirsi. Annuncia: “Il regno di Dio è in mezzo a voi”; Dio è con voi nelle vostre relazioni, quando rispettate ciascuno, quando date speranza a tutti. Se uno soffre, abbracciatelo, e Dio è lì; se un altro è solo, fategli compagnia: Dio è nella vostra presenza… Certamente l’umanità è fragile, incontra difficoltà da superare ad ogni passo, ma non è maledetta da Dio. Non lo è mai stata. Più che offendere Dio, il peccato offende l’umanità.