VAL DI PEIO. La Prima Guerra mondiale (1914-1918) è stato un evento che ha cambiato la storia dell’Europa e che segnato indelebilmente anche il destino o della nostra terra. Il tema della Grande Guerra da anni è stato oggetto di numerose iniziative promosse da istituzioni, enti, musei, amministrazioni, in tutto il Trentino – soprattutto con la ricorrenza del centenario nel 2014 – ma anche per il forte e diffuso radicamento della memoria di quegli eventi, nella comunità locale. La Provincia di Trento fin dal 2003, con particolare sensibilità, aveva affrontato il tema del recupero e della valorizzazione delle vestigia della Prima guerra mondiale con provvedimenti legislativi mirati disponeva direttamente o con l’assegnazione di contributi, all’esecuzione di interventi volti all’individuazione, al recupero, al censimento, alla manutenzione e alla valorizzazione delle testimonianze della guerra. Per oltre 2 anni, dal 2007 al 2009 sulle montagne della Val di Peio la Soprintendenza per i beni archeologici ha dato avvio con il Museo “Pejo 1914-1918 La Guerra sulla porta” a diversi interventi di recupero in alta quota; sul Monte Giumella a 3593 metri, a Punta Cadini a 3524 mt e a Punta Linke, tutti nel massiccio dell’Ortles-Cevedale all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio.
Punta Linke, a 3629 metri di altitudine, fu uno dei centri nevralgici più importanti e una delle postazioni austro-ungariche più alte dell’intero fronte. Dotata di un doppio impianto teleferico era collegata da una parte al fondovalle di Peio e dall’altra al “Coston delle barache brusade” verso il Palon de la Mare, nel cuore del ghiacciaio dei Forni.
Il vicino rifugio “Mantova” al Vioz era sede del comando di settore. Con la fine della guerra Punta Linke venne abbandonata, ma il ghiacciaio e le particolari condizioni climatiche hanno consentito la conservazione dell’intero sistema di apprestamenti fino ai nostri giorni. A partire dal 2009 un progetto di ricerca coordinato da Franco Nicolis e dallo staff dell’ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia di Trento in collaborazione con il Museo “Pejo 1914-1918 La Guerra sulla porta” ha portato al recupero dell’intero contesto e restituito alla comunità questo straordinario luogo di memoria. Sepolta dai ghiacci per quasi cento anni, la stazione di transito della teleferica è oggi un’importante testimonianza di quello che era il fronte della Grande Guerra più alto d’Europa.
Con il ripristino del sito di punta Linke è tornato nella sua collocazione originaria il motore della teleferica austro-ungarica, ricostruito e ricomposto con le parti mancanti grazie ad un progetto condotto con l’Istituto Tecnico e Tecnologico “C.A. Pilati” di Cles. Il motore ora nuovamente funzionante può essere attivato manualmente, a scopo dimostrativo.
Il 12 luglio 2014 c’è stata l’inaugurazione del sito di Punta Linke e contemporaneamente il Consiglio Comunale di Peio approvava lo schema di “Convenzione per la valorizzazione delle vestigia della prima guerra mondiale site su Punta Linke”. Con questo accordo la Provincia assegnava al comune, a titolo gratuito, la gestione delle vestigia mobili della prima Guerra mondiale mentre il Comune di Peio si impegnava con oneri a proprio carico a garantire l’apertura al pubblico regolamentata nei mesi estivi degli apprestamenti acquisendo le eventuali autorizzazioni necessarie e di provvedere ad organizzare, eventualmente in collaborazione con il Museo della Guerra, percorsi didattici e visite guidate.
Infine a garantire la custodia delle vestigia.
La convenzione, firmata nel 2014 aveva durata di cinque anni con rinnovo tacito per altri cinque. Punta Linke, affidata per la gestione al Museo di Pejo con la collaborazione dei responsabili del rifugio Vioz in questi anni è diventata un punto particolarmente per gli appassionati della storia, che “quassù ancora si respira” come afferma Franco Nicolis, dando il via inoltre all’organizzazione di convegni, dibattiti e approfondimenti sulle vicende di Punta Linke e sull’intera storia della Guerra Bianca. Purtroppo la convenzione per la gestione di Punta Linke tra Provincia Autonoma di Trento, attraverso la competente Soprintendenza e il Comune di Peio scaduta nel 2014, non è stata più rinnovata e quindi, con grande sorpresa e con molta delusione da parte dei tanti escursionisti ed appassionati, il sito per l’estate 2026 rimane chiuso. Naturalmente anche in questo caso le colpe e le responsabilità si rincorrono tra funzionari, amministratori, gestori, nessuno è responsabile. Rimane comunque il fatto che alpinisti ed escursionisti quest’anno non potranno accedere alla baracca dove è stato riposizionato il motore diesel ripristinato, al locale officina con le suppellettili e il banco attrezzato, oltre a percorrere il tunnel, scavato nella roccia, che permetteva di operare in sicurezza nell’ultimo tratto della teleferica e dal quale si apre una spettacolare veduta sul ghiacciaio dei Forni.

