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Il Trentino per la famiglia: dati in controtendenza

ven 17 set 2021 08:09 • Dalla redazione

Presentato ieri il rapporto sulle politiche familiari e sullo stato di attuazione della Legge provinciale 1/2011

TRENTO. Un incontro aperto a tutti gli interessati, per un focus sulla famiglia, il suo benessere e gli strumenti messi in campo sul nostro territorio per favorire i progetti di vita familiare: si è tenuto ieri pomeriggio il seminario online per illustrare lo stato di attuazione della legge provinciale 1/2011, relatori Carlo Buzzi, docente del Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di Trento, Giovanna Fambri, dirigente dell’Istituto di statistica della Provincia autonoma di Trento e Luciano Malfer, dirigente generale dell’Agenzia per la coesione sociale, la famiglia e la natalità.

La famiglia, nonostante la curva della denatalità, le difficoltà legate alla crisi economica e alla pandemia, l'invecchiamento della popolazione e i numeri ridotti delle giovani generazioni, è ancora un pilastro per la società trentina. I dati presentati ieri, pur evidenziando trasformazioni significative dell'istituto familiare, hanno mostrato una sorprendente controtendenza del nostro territorio su alcuni aspetti. Ad esempio, per quanto riguarda la composizione delle famiglie, il Trentino rispetto ad altri territori ha visto crescere i nuclei con tre e più figli negli ultimi 10 anni; oltre la metà delle famiglie si dice soddisfatta per la propria situazione economica e gli indicatori del benessere familiare, oltre quello economico, mostrano che la qualità della vita familiare nel nostro territorio è ampiamente cresciuta nel tempo.

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Come è stato detto, la famiglia è la categoria che ha di fatto garantito la tenuta del sistema sociale anche in tempo di pandemia, riuscendo ad essere in grado di riorganizzarsi in breve tempo di fronte alla difficili sfide di quest'ultimo anno e mezzo. La crisi pandemica non ha fatto venire meno neanche il sostegno significativo delle politiche familiari attivate sul territorio, che hanno per obiettivo aiutare la famiglia non solo ad essere il primo soggetto fornitore di welfare, ma a darle gli strumenti per realizzare i propri progetti di vita. In proposito, il piano strategico dell’attuazione della legge 1/2011 è uno strumento fondamentale per rendere efficiente l’azione della macchina amministrativa.

Gli interventi riguardano il contrasto al calo demografico, i sostegni economici, la conciliazione vita/lavoro, l'aiuto alla transizione verso l'età adulta dei giovani. Il sistema trentino “qualità famiglia” si conferma unico in Italia, anche grazie alla collaudata e crescente rete dei Distretti famiglia: sono oltre 900 le organizzazioni che aderiscono al welfare territoriale, come ad esempio musei, scuole, organizzazioni profit e non profit, in un’alleanza territoriale che punta a sviluppare progettualità amiche della famiglia. Da non trascurare il ruolo dei Comuni trentini certificati come “amico della famiglia” che attraverso le attività sul territorio, approvano i piani famiglia e orientano le politiche di rete per mettere in campo opportunità per le famiglie trentine.

Accanto a queste realtà, ci sono anche le aziende ‘family friendly’ e un intero sistema che è andato nel tempo a configurare il nostro territorio come accogliente verso i progetti familiari, rafforzando anche l’attrattività. Strumenti come i voucher sportivi e culturali, i buoni servizi e le premialità a favore delle organizzazioni certificate sono importanti segnali dell’unicità vincente del sistema delle politiche familiari trentine.

Per i documenti e le slide del seminario: https://www.trentinofamiglia.it/News-eventi/News/Un-affresco-sulla-famiglia-in-Trentino-e-a-livello-nazionale 



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