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Grandi carnivori, oltre 400 denunce di possibili danni in Trentino

sab 18 set 2021 17:09 • Dalla redazione

Secondo i forestali, le perdite al pascolo si possono contenere con opere di prevenzione

Lupo in Val di Non. (foto I. Stocchetti - Archivio Servizio Foreste e fauna PAT)

TRENTO. Nella stagione che si sta chiudendo, il Servizio faunistico ha registrato oltre 400 denunce di possibili danni da orsi e lupi sull'intero territorio trentino, 250 delle quali si riferiscono al comparto zootecnico. Il dato è stato reso noto nel corso di un incontro fra i rappresentanti di zona per la prevenzione dei danni da grandi carnivori dei 9 distretti forestali del Trentino per fare il punto della situazione sulla gestione di orsi e lupi.

Un appuntamento fissato proprio nel periodo dell'anno in cui si osserva un aumento dei tentativi di predazione di animali al pascolo da parte del lupo. Dal confronto tra i forestali, è emerso come attraverso gli strumenti di difesa del bestiame sia possibile contenere di molto il rischio di perdite al pascolo.

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Da agosto infatti, il fabbisogno alimentare dei nuclei famigliari di lupo (branchi) è in aumento: i cuccioli, ormai svezzati, cominciano a spostarsi con i genitori, lasciando i siti di riferimento (denominati rendez-vous) dove attendevano gli esemplari adulti impegnati nelle attività di caccia e di pattugliamento del territorio.

Secondo gli ultimi report pubblicati sul portale dei Grandi carnivori, quest’anno sono state accertate dal personale forestale tre nuove cucciolate in Val di Sole (in Val Meledrio e a Peio) e nel Vanoi. Segnalazioni relative a probabili nuove cucciolate provengono anche da Valfloriana, monte Bondone, Tesino e monte Altissimo di Nago.

Alla luce della costante crescita del numero di esemplari di orso e di lupo presenti sul territorio, è fondamentale che i proprietari di apiari e animali da reddito si dotino delle opere di prevenzione dei danni. L’acquisto di recinti elettrificati e dei cani da guardiania è in parte coperto da finanziamento provinciale, ma in alternativa è possibile ottenere le recinzioni multifilo e reti mobili per la difesa attraverso la formula del comodato d’uso gratuito per 8 anni o del prestito nel solo periodo estivo. Una soluzione adottata nel solo 2021 da oltre 200 nuove realtà agricole, in crescita rispetto agli scorsi anni.

Dal confronto tra i forestali riuniti sulla Marcesina, è emerso con estrema chiarezza come attraverso gli strumenti di difesa del bestiame sia possibile contenere di molto il rischio di perdite al pascolo.



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