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In Trentino il sogno del biodistretto

gio 23 set 2021 14:09 • Dalla redazione

Domenica 26 settembre si vota per il referendum

TRENTO. Domenica 26 settembre dalle 6 alle 22 si vota, nel seggio di residenza, in tutti i comuni del Trentino, per il referendum propositivo che chiede di istituire un Distretto Biologico su tutta la Provincia Autonoma di Trento. L’idea, come si legge sul sito del comitato promotore, è quella di creare “un’area geografica naturalmente vocata al biologico dove agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni stringono un accordo per la gestione sostenibile delle risorse, partendo proprio dal modello biologico di produzione e consumo (filiera corta, gruppi di acquisto, mense pubbliche bio)”.

Sulla consultazione è sceso un generale silenzio, anche se in alcuni casi si registrano delle precise prese di posizione. Invitano ad andare a votare, ad esempio, le organizzazioni sindacali, come Cgil Cisl Uil perché si tratta di “un’opportunità per migliorare la qualità delle produzioni, tutelare la salute della comunità e valorizzare il territorio” e dalle Acli, che però pronuncia un sì sofferto perché “la proposta referendaria, che per sua natura spinge verso la polarizzazione e la semplificazione rappresentate dai Si alternativi ai No, ha creato un inutile quanto dannoso clima di contrapposizione fra il mondo agricolo e la società civile trentina”.

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Il Comitato permanente per la difesa delle acque del Trentino, quindi, ha assicurato il proprio sostegno. Non appoggia la consultazione, invece, il mondo agricolo del Trentino con le principali associazioni di categoria: nei giorni scorsi, si sono avute le defezioni di Coldiretti del Trentino Alto Adige, Confagricoltura del Trentino, e della Cia del Trentino.

Il quesito del referendum recita così: “Volete che, al fine di tutelare la salute, l’ambiente e la biodiversità, la Provincia Autonoma di Trento disciplini l’istituzione su tutto il territorio agricolo provinciale di un distretto biologico, adottando iniziative legislative e provvedimenti amministrativi – nel rispetto delle competenze nazionali ed europee – finalizzati a promuovere la coltivazione, l’allevamento, la trasformazione, la preparazione alimentare e agroindustriale dei prodotti agricoli prevalentemente con i metodi biologici, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 228/2001, e compatibilmente con i distretti biologici esistenti?”

Il referendum sarà ritenuto valido se andrà a votare almeno il 40% più uno degli avanti diritto.



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